DORA

Tre chili di droga nel palazzo di Molino: dosi nei calzini lanciati dalla finestra

Il giorno dopo il blitz della polizia in uno stabile di corso Vigevano di proprietà dell’immobiliarista

Nel palazzo occupato in corso Vigevano, gli agenti del commissariato hanno sequestrato quasi due chili di droga. Erano contenuti in alcuni sacchetti in uno degli alloggi che ospitano disperati, ma anche spacciatori africani. Il blitz che ha visto impegnati una cinquantina di agenti, compresi il IV Reparto mobile, l’unità cinofila e la prevenzione crimine, è scattato nella serata di giovedì in uno stabile che un anno fa era semi crollato dopo un temporale. Una struttura che appartiene al discusso e chiacchierato immobiliarista Giorgio Molino e che già all’epoca ospitava clandestini.

Dopo il crollo del tetto, il Comune aveva disposto l’inagibilità della struttura, ma da allora nessuno ha fatto più nulla e il palazzo è tornato ad essere occupato, non solo da disperati, ma anche da spacciatori di droga. Insomma, non come prima, ma peggio di prima, diventando una vera centrale di smistamento per i pusher della zona. Gli agenti del commissariato che ha sede alla Porte Palatine, hanno indagato per alcune settimane e poi è stato deciso il blitz.

Sono quaranta le persone che sono state controllate, tre quelle denunciate e un arresto. Oltre al grosso quantitativo di marijuana, è stata trovata altra droga; alcune dosi sono state nascoste in un calzino e lanciate dalla finestra dello stabile. Ma sotto c’erano i poliziotti che hanno raccolto l’involucro che conteneva stupefacente e individuato il lanciatore. La polizia ha agito e lo farà ancora in tutta la zona, ma le condizioni del palazzo sono quelle che sono, e per cancellare il degrado (lo stabile si trova vicino alla stazione Dora), ora devono intervenire le istituzioni.

Particolarmente attivo il commissariato Dora Vanchiglia, diretto da Alice Rolando, che con quello di Barriera di Milano, si trova collocato in un’area particolarmente critica, ma i blitz si susseguono a ritmo giornaliero e, tra sequestri, arresti e denunce, l’attività della polizia sta seguendo una strategia che, sia pur lentamente, dovrebbe cambiare il volto al quartiere. Al di là delle persone che due sere fa sono state arrestate o denunciate, la collaborazione degli occupanti africani nei confronti delle forze dell’ordine è stata fattiva: «Anche noi – ha detto un uomo che abita nel palazzo – non vogliamo gli spacciatori, ma spesso queste persone ci minacciano e abbiamo paura a denunciarli».

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