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Cronaca
IL CASO

Travolto e ucciso in monopattino: «Vietato seppellirlo con mamma»

Claudio Casu non può riposare in un loculo del cimitero di Rivoli: non era residente

«Claudio voleva essere cremato e seppellito a Rivoli, insieme alla madre. Ma non glielo permettono».

A parlare è Federica D’Abbene, la fidanzata di Claudio Casu. È il il 25enne di Chieri travolto e ucciso alle 5,30 di sabato mattina, mentre stava andando al lavoro in monopattino. Ad ucciderlo è stata l’auto di Daniel Hernandez Jimenez, un 29enne che guidava con un tasso alcolemico tre volte oltre il consentito e stava superando un’altra vettura. E si è fermato solo 500 metri dopo il punto dell’incidente. Adesso il giovane automobilista ha chiesto ufficialmente scusa per quello che è successo sulla provinciale 122, la strada che collega Chieri a Cambiano (Casu era diretto alla Prosciutti Lenti di Santena, dove lavorava): «Non accetterò mai le scuse di quel ragazzo – si sfoga la fidanzata, che ha anche deciso di rivolgersi a un legale per ottenere giustizia in memoria di Casu – Non ci interessano, soprattutto perché lui era ubriaco. Non è stato un incidente, ha scelto di bere e di mettersi in macchina. Quindi ha deciso di correre il rischio di causare un incidente». E ci è andato di mezzo il «povero Claudio», come Federica lo chiama più volte. Anche su Facebook: lì, insieme al resto della famiglia, sta cercando aiuto per provare a esaudire l’ultimo desiderio del fidanzato. «Voleva essere cremato e seppellito insieme alla mamma, scomparsa otto anni fa» riporta la giovane. Ma sembra che sia impossibile, stando a quanto riferiscono la fidanzata e i parenti di Casu: «C’è un problema di burocrazia, a quanto pare: la mamma di Claudio riposa nella terra, all’interno del cimitero di Rivoli. Loro vivevano lì, prima che lei mancasse e lui si trasferisse a Chieri per vivere con me. La nostra idea era comprare un loculo, mettere lì le ceneri di Claudio e poi spostare anche la mamma. Ma ci hanno detto che non è possibile: il regolamento cimiteriale vieta ai non residenti a Rivoli di comprare loculi per una terza persona». Secondo Federica, quello rivolese è anche l’unico camposanto con queste limitazioni: «Di certo è ridicolo che questo problema burocratico si aggiunga al nostro dolore. Adesso cercheremo di trovare un’altra soluzione: per ora l’unica possibilità è non cremare Claudio e seppellirlo a terra, in un posto un po’ più vicino a sua mamma». Così, almeno in parte, il desiderio del ragazzo potrà essere esaudito.

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