Funerali vittime monte Chaberton
News
Dopo la sciagura

TRAVOLTI DALLA SLAVINA. Dolore e lacrime per l’ultimo saluto ad Antonio e Adriano, vittime dello Chaberton LE FOTO

Alla Chiesa Sant’Agnese di Torino i funerali di due delle tre vittime dalla slavina. In valle di Susa quello di Margherita. Un minuto di silenzio sulle piste da sci della Vialattea

Dolore e lacrime, alla Chiesa Sant’Agnese di Torino, dove si sono svolti i funerali di Antonio Lovato Dassetto e Adriano Trombetta, due delle tre vittime della valanga di venerdì pomeriggio sul Monte Chaberton. Gremita la chiesa per l’ultimo saluto ai due amici. In valle di Susa, invece, si è celebrato il funerale di Margherita Beria D’Argentina, figlia del sindaco di Sauze di Cesana e fidanzata di Antonio.

ANCHE LO SCI COMMEMORA LE VITTIME. Sulle piste da sci della Vialattea, nell’Alta Valle di Susa e Chisone, è stato osservato un minuto di silenzio per rendere omaggio ai tre alpinisti che hanno perso la vita sullo Chaberton. Lo sci club Sestriere, dove lavorava Margherita, ricorderà le vittime nella giornata di sabato, quando i bambini lanceranno in cielo centinaia di palloncini.

CHI ERANO. Antonio Lovato Dassetto, 35 anni, aveva un’agenzia di viaggi per appassionati di free climbing e vela, mentre la fidanzata Margherita Beria D’Argentina, 28, era una maestra di sci e studentessa universitaria (nonché figlia di Maurizio Beria, sindaco di Sauze di Cesana). Adriano Trombetta, 38 anni, era una guida alpina ed esperto di arrampicata. I tre avevano lasciato le auto al Monginevro, in territorio transalpino e da qui erano partiti a piedi verso il Chaberton. I corpi degli alpinisti sono stati individuati alla base del canale nord est della montagna, trascinati a valle da una valanga. I tre torinesi, secondo quanto accertato dai soccorritori, sono deceduti a causa dei traumi riportati durante la caduta. Lovato, Beria e Trombetta indossavano sistemi di protezione e giubbotti adeguati, ma i traumi riportati nella caduta sono stati troppo gravi perché potessero sopravvivere.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo