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CHIERI

Travolta da un Suv davanti all’asilo. Emma migliora ma è sempre grave

Il legale del proprietario del mezzo: «Il mio assistito aveva inserito il freno a mano»

Emma comincia a respirare da sola. I medici stanno riducendo la sedazione, ma le sue condizioni sono ancora critiche: non ha ripreso conoscenza, resta intubata e in prognosi riservata.

I suoi genitori e tutta Chieri sono sospesi fra speranza e rassegnazione a una settimana dall’incidente avvenuto davanti alla “Casa nel Bosco”, asilo di corso Torino, alle 10,30 di martedì scorso. Emma, due anni e 9 mesi, era stata travolta da un Toyota Land Cruiser insieme ad altri tre bambini.

Uno è stato medicato sul posto, gli altri sono stati tutti dimessi dall’ospedale nei giorni scorsi: Sebastian, che ha un anno e 10 mesi, ha lasciato venerdì il Regina Margherita con 20 giorni di prognosi a causa delle contusioni al volto e all’addome. È già a casa da mercoledì, invece, Edoardo; anche lui di un anno e 10 mesi, era ferito lievemente ed è stato ricoverato solo una notte al Maggiore di Chieri. Invece Emma è ancora al Regina Margherita: i medici hanno effettuato un intervento neurochirurgico di sei ore per cercare di ridurre l’ematoma cerebrale, ma non si può ancora sapere se la piccola abbia riportato danni permanenti o meno. I carabinieri e la procura, intanto, continuano a indagare su quanto accaduto davanti all’asilo di corso Torino e sul perché il Toyota Land Cruiser, guidato da Matteo Menzio e intestato al padre Giuseppe, si sia mosso.

Menzio, pinese di 33 anni, è il fratello di Laura, una delle titolari della “Casa nel Bosco”. L’uomo aiuta lei e gli educatori nella gestione di galline, pecore e maiali ospitati in una struttura proprio accanto all’asilo. L’incidente è avvenuto quando i bimbi stavano tornando al pollaio e quattro di loro sono stati colpiti dal Suv, che poi è stato sequestrato. Il pubblico ministero Laura Ruffino ha disposto gli accertamenti per verificare un eventuale guasto. «È stato un tragico incidente, ma fortuito – spiega l’avvocato Mariagrazia Pellerino, che difende Menzio -. Il mio assistito è sicuro di aver tirato il freno a mano perché, dopo l’accaduto, ha controllato l’auto per far passare i mezzi di soccorso».

Nel frattempo all’asilo si cerca di ritornare alla normalità fra veglie di preghiera e continui messaggi su WhatsApp con aggiornamenti sulle condizioni della piccola Emma. Ieri sono circolate voci di uno suo miglioramento ma, purtroppo, la situazione è ancora grave e stabile. La piccola può contare sul sostegno dell’intera città: nel fine settimana tutte le squadre del Chieri calcio hanno esposto uno striscione con la scritta “Forza Emma”.

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