sintomi-della-centralina-dellauto-guasta
Buonanotte

Travàj bin fait

Un lettore mi scrive suggerendo un filone per i Buonanotte: i lavori ben fatti. Sono sempre più rari, ma perché no? Ricordo un episodio di qualche anno fa. Perdeva gasolio nel cofano, la mia Dedra, e io la porto dal mio vecchio pompista, granata Doc. Lui apre il cofano, guarda, tocca qua e là, poi rientra in officina senza dir bèh e ne esce con un tubicino di gomma, lo infila, e mi manda via senza voler un soldo.

Purtroppo è finita l’epoca dei tubicini, dell’orecchio allenato, della sapiente regolazione di viti, farfalle e dadi. Oggi le auto hanno le “centraline”, e se si guastano non ci son santi, tocca cambiarle (a suon di bigliettoni) anche se la meccanica sarebbe perfetta, manca solo l’impulso. Ormai la diagnosi dei guasti te la fanno in camice bianco, nelle concessionarie, infilando una presa Scart nel motore e leggendo sul computer. Il microchip ha ucciso l’artigiano, il “méca barbìs” (meccanico baffo), sostituendolo con algidi tecnici che però emettono parcelle scottanti, arroventate da ricambi imposti dalle case madri a prezzi folli.

Addio lime sapienti, pazienti saldature, sublime arte del tacon. È come in medicina, dove non ci sono più diagnostici, ma solo dottorini che prescrivono analisi su analisi. Pochi dottori auscultano, pochissimi battono le dita sulla schiena. Nessuno annusa più le urine, o manipola il paziente. Nessuno sa più leggere il male nello sguardo. Addio consulti pensosi, mandati in pensione da ecografie, lastre, risonanze, Tac. Adesso, come le auto, possiamo contare su ricambi per quasi tutto il corpo. Organici e meccanici. Cuore, reni, fegato, polmoni, ginocchia… ormai si rimonta quasi tutto. Mi sorprendo a pensare con sorniona soddisfazione che all’elenco manca il cervello.

collino@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO
banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo