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BUTTIGLIERA ALTA

Trappola col filo di ferro sul sentiero. Feriti 2 ciclisti: «Potevamo morire»

Poco prima un inquietante episodio con un coltivatore della zona

Era una normale gita in bicicletta alle 10 del mattino. Come spesso accadeva, Claudio Danna, residente a Buttigliera Alta, aveva organizzato di un’escursione in mountain bike con quattro amici. I cinque stavano percorrendo di domenica mattina il sentiero che unisce Reano con Villarbasse, quando si sono imbattuti in un incendio.

«Stava andando a fuoco una baracca – racconta Danna – Le fiamme erano alte 3 metri e iniziavano a propagarsi su un albero». Poco lontano un signore intento a spaccare legna. Così hanno subito chiesto all’uomo, probabilmente un contadino, se avesse già contattato i vigili del fuoco. La risposta però li ha lasciati quantomai sbigottiti: «Quel pezzo di terra non è mio». «Non abbiamo fatto polemiche e abbiamo chiamato i vigili del fuoco», dice Danna. Nel frattempo hanno rovesciato sul fuoco tre bidoni di acqua, così da spegnere parte delle fiamme vicino al sentiero e impedire che si propagassero nel resto del bosco. A quel punto i cinque amici hanno deciso di dirigersi verso Reano. Danna è il terzo: «Ho iniziato la discesa. Poi ho trovato i due miei amici davanti a me a terra», racconta. Infatti i due erano stati completamente sbalzati dalle loro bici a causa di un filo di ferro teso proprio in mezzo al sentiero a un’altezza di circa 1 metro e settanta: una vera e propria trappola posta ad altezza uomo. «Il primo era molto basso e ha preso il cavo sulla tempia e sotto il casco. Ha preso una gran botta alla schiena, ma non si è ferito», dice. Il secondo invece, che ha visto l’amico cadere, ha urtato il filo tra il naso e il labbro, riportando due tagli sul naso. Subito è stato medicato dagli amici con il kit di pronto soccorso che avevano con sé. «Dopo aver tolto il filo di ferro abbiamo preso le coordinate gps e abbiamo aspettato i vigili del fuoco a Reano», prosegue. I due non sono andati al pronto soccorso e al momento sembra che abbiano riportato solo ferite lievi. «Non ci siamo fatti male solo per fortuna. Il filo di ferro era messo a un’altezza per far male ed era stato stretto con le pinze agli alberi, tanto che ha retto all’impatto – commenta Danna -. Poteva andare peggio. Facciamo solo sentieri, perché abbiamo paura della strada e delle macchine».

I cinque al momento hanno deciso di non sporgere denuncia. «Abbiamo scritto alle guardie forestali di Città Metropolitana e l’abbiamo detto ai vigili del fuoco», precisa. Difficile capire chi sia il responsabile della trappola, forse un contadino della zona. «Non posso pensare che i due episodi non siano collegati – spiega -. Ci sono persone che mi hanno detto che il sabato non c’era il filo». Tutte ipotesi che le autorità competenti cercheranno di verificare.

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