Mario Draghi (foto Depositphotos)
Il Borghese

Tranquilli, decide lui

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«Basta decisioni in ordine sparso». L’ha detto il presidente del Consiglio Draghi, a proposito della scuola e dell’ennesimo piano per riaprirla in sicurezza (almeno fino alla prima media) e possibilmente lasciarla aperta. Quindi, niente più decisioni delle Regioni, ma solo quella centrale del governo. A guardarla in un certo modo pare la seconda bacchettata in due giorni alle Regioni: prima l’accusa di aver dimenticato i più anziani e deboli (in alcune) e aver favorito determinate categorie, ora questa.

C’è la chiara volontà di centralizzare le decisioni. Peccato che dai bacchettati, in ordine sparso un po’ da tutta Italia, arrivino risposte del tipo «abbiamo seguito il piano del governo», «abbiamo chiesto istruzioni a Roma». Vale per la scuola, vale per i vaccini, anche se è vero che lungo lo stivale i piani di immunizzazione sono stati drammaticamente diversi e anche i risultati (al netto delle falle o delle autoassoluzioni) lo sono.

In attesa che la sanità torni sotto autorità governativa centrale (e mi chiedo perché non lo sia, in piena pandemia: cosa ci vuole, una apocalisse?), gli strateghi di oggi proseguono con i metodi di quelli di ieri, perché magari in battaglia puoi anche cambiare i generali, però se i numeri della truppa sono sempre quelli e le armi pure, o scatta la genialata strategica oppure si fa fuoco con la legna a disposizione.

E che si tratti di Dpcm o di decreto ordinario, il succo è che decide il premier, come per certi versi è anche giusto che sia. Solo che prima, a torto o a ragione, si è massacrato l’inquilino di Palazzo Chigi, oggi la consegna è di non disturbare il manovratore, di sedersi tranquilli e aspettare, ché ci pensa lui a portarci a destinazione. O al capolinea.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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