Piazza San Carlo durante i terribili incidenti dello scorso 3 giugno. Sul selciato si soccorrono i feriti
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Nella calca rimasero ferite più di 1.500 persone. Una donna perse la vita

Piazza San Carlo, transenne sotto accusa. Gli inquirenti: “Troppo pesanti e ingombranti. Aggravarono il caos”

E’ questa l’ipotesi che prende corpo tra gli investigatori, alla luce delle numerose testimonianze e degli accertamenti tecnici eseguiti nel corso dell’inchiesta. Ancora molti gli aspetti da chiarire

Sono state le transenne ad aggravare il disastro di piazza San Carlo la sera del 3 giugno 2017, quando una serie di ondate di panico provocò oltre 1.500 feriti (tra loro Erika Pioletti, 38enne di Domodossola, morta alcune settimane dopo per un trauma da schiacciamento) tra le persone che si erano radunate a Torino a seguire sul maxischermo la finalissima di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Questa è l’ipotesi che sta prendendo corpo tra gli investigatori, alla luce delle numerose testimonianze e degli accertamenti tecnici eseguiti nel corso dell’inchiesta.

“LE TRANSENNE ERANO TROPPO INGOMBRANTI E PESANTI”
Le transenne utilizzate, in ferro e non in plastica, sarebbero state troppe ingombranti e pesanti. Bisogna anche capire se siano state posizionate in modo opportuno e se abbiano intralciato il deflusso della folla. Ma, secondo quanto trapelato dagli ambienti investigativi, il dubbio è che siano state mal posizionate, con il conseguente intralcio del deflusso della folla impazzita per cause che sono ancora da stabilire.

NELLA FUGA I TIFOSI CADDERO SULLE BOTTIGLIE DI VETRO
La Juve stava perdendo 3-1 e l’entusiasmo della piazza si era già trasformato in delusione quando, attorno al monumento a Emanuele Filiberto, scoppiò il caos. Nella fuga, ancora oggi non si sa provocata da che cosa, i tifosi caddero sulle bottiglie di vetro, principale cause delle ferite riportate dalle 1.526 persone costrette nelle ore successive a ricorrere alle cure dei sanitari.

SI INDAGA PER OMICIDIO E LESIONI COLPOSE
Il pm Vincenzo Pacileo, che con il collega Antonio Rinaudo coordina le indagini, ha chiesto una consulenza tecnica di cui si attende l’esito. Il procedimento giudiziario e’ aperto per omicidio e lesioni colpose, anche in relazione all’articolo 40 del codice penale che punisce le omissioni di chi doveva evitare gli eventi dannosi. Nei giorni scorsi, in Questura sono ripresi gli interrogatori; negli uffici della Digos sono stati ascoltati come persone informate sui fatti i funzionari che quella sera erano in servizio o che, a vario titolo, hanno partecipato all’organizzazione dell’evento.

ANCORA NUMEROSI GLI ASPETTI DA CHIARIRE
Sono ancora numerosi gli aspetti da chiarire di quella notte. Le transenne inadeguate, ma anche le bottiglie di vetro per terra, le vie di fuga mal segnalate, che non solo non hanno permesso ai tifosi di fuggire ma che pare abbiano complicato la situazione. Come racconta Cesare, juventino 18enne che ora si definisce un “miracolato”. “Ero vicino alle scale di accesso del parcheggio sotterraneo quando è scoppiato il finimondo e la transenna si è piegata – ricorda – Ho fatto un volo di tre metri. E già sono stato fortunato. Su un mio amico sono cadute una quindicina di persone e lui ha riportato lesioni allo sterno, alle costole, alla schiena, al collo”.

 

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