Carignano, la villetta in cui si è consumato l'omicidio-suicidio. Nel riquadro: le vittime.
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Omicidio suicidio a Carignano

Tragedia all’alba: uomo spara a moglie e figli, poi si uccide [FOTO E VIDEO]

Uno dei bimbi è morto subito dopo il ricovero: la gemellina è ricoverata in Rianimazione in condizioni disperate

Tragedia questa mattina, all’alba, a Carignano dove un uomo ha sparato alla moglie ed ai figli piccoli prima di rivolgere l’arma contro se stesso per togliersi la vita. E’ successo intorno alle 5.30, in una villetta privata di borgata Ceretto (in via frazione Ceretto numero 7).

HA SPARATO A MOGLIE E FIGLI, POI SI E’ SUICIDATO
Qui il proprietario, Alberto Accastello, 40 anni festeggiati lo scorso 2 novembre, operaio in una ditta specializzata nell’essiccazione di sementi e mangimi, ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco con una pistola calibro 22, legalmente detenuta, contro la compagna, Barbara Gargano, 38 anni, dipendente del Centro Commerciale Moncalieri dove lavorava come impiegata. Poi ha preso di mira i due figlioletti (una coppia di gemellini di 2 anni: un maschietto ed una femminuccia) e il cane di famiglia e infine si è sparato un colpo alla testa.

I VICINI DANNO L’ALLARME
La donna, morta sul colpo, è stata rinvenuta cadavere dai carabinieri che, allertati dai vicini che avevano sentito le detonazioni, si erano precipitati sul posto. I militari hanno sfondato la porta d’ingresso della villetta e si sono imbattuti nella tragica scena: la malcapitata era riversa sul pavimento, ormai priva di vita, in una pozza di sangue mentre i 2 figli piccoli erano ancora vivi, nei loro lettini, così come il padre, poco più in là: sia pur gravissimi, i tre respiravano ancora.

UNO DEI GEMELLINI MUORE IN OSPEDALE
I gemellini sono stati così soccorsi e trasportati d’urgenza al “Regina Elena” del capoluogo piemontese. Purtroppo uno dei due, il maschietto, non ce l’ha fatta ed è morto poco dopo il ricovero nell’ospedale pediatrico torinese. L’uomo gli ha sparato mentre dormiva nella culla. A confermarlo è stata l’autopsia eseguita oggi all’Amedeo di Savoia dal medico legale Roberto Testi, che ha ricevuto l’incarico dal pm Livia Locci.

GRAVISSIMA LA SORELLINA
Restano invece gravissime le condizioni della sorellina. La piccola è ricoverata nel reparto Rianimazione, in condizioni disperate. Secondo fonti sanitarie il proiettile le avrebbe provocato un gravissimo trauma cranico.

SOCCORSO DAL 118, MUORE ANCHE L’OMICIDA 
L’omicida, nonostante la pronta assistenza medica fornita dal 118, è a sua volta spirato poco dopo l’arrivo dei soccorsi. Tocca ora ai carabinieri impegnati nei rilievi scientifici, fare piena luce sull’accaduto. Si indaga, infatti, sulle cause del folle gesto.

LA TELEFONATA AL FRATELLO
Sembra che il 40enne, poco prima di premere il grilletto, avesse annunciato le sue intenzioni al telefono, parlando con il fratello che vive a Racconigi (Cuneo). “Tra poco non ci sarò più” le sue ultime parole. L’uomo, allarmato, aveva immediatamente avvisato i carabinieri. Ma tutto è risultato vano. Dopo avere chiuso la telefonata, Accastello ha impugnato l’arma ed ha commesso la strage.

LA COPPIA ERA IN CRISI?
Non sembra esserci problemi di natura economica dietro l’omicidio-suicidio mentre non si esclude che tra le ipotesi del folle festo possa esserci la crisi del rapporto tra i due coniugi.

NON HA LASCIATO ALCUN BIGLIETTO
Secondo le prime informazioni, pare, infatti, che da qualche tempo la coppia (i due si erano sposati nel 2015 e da poco si erano trasferiti nella villetta appena ultimata, dopo aver vissuto per diverso tempo insieme al padre e allo zio dell’omicida) non andasse più d’accordo e che le liti tra moglie e marito, fossero sempre più frequenti.

IL RICORDO DEL DATORE DI LAVORO
Dei problemi in casa Accastello ne aveva parlato anche con i colleghi della “CerealCeretto”, la locale ditta in cui lavorava da vent’anni ed in cui era considerato come un figlio dall’imprenditore Giancarlo Cerutti, che lo ha ricordato come “un ragazzo d’oro, un gran lavoratore che ogni imprenditore vorrebbe avere. Il 40enne non ha lasciato alcun biglietto. Il fascicolo d’inchiesta in Procura è stato assegnato al pm Livia Locci.

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