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Tradizioni e segnali

Ma a voi (parlo ai cristiani) è mai importato nulla, supposto che ve l’avessero detto, che il nome ‘civile’ dell’Esseno Gesù detto ‘il Cristo’ fosse Yeshua Ben Youssef (figlio di Giuseppe), e che avesse dei fratelli e una compagna? Vi è mai interessato il suo vero aspetto? Biondo, bruno, con o senza barba, coi capelli lunghi o corti, che differenza fa? Vi ha sconvolto leggere che per molti storici il suo vero anno di nascita è anteriore di 4 o 6 anni, e che per la data fu scelto il 25 dicembre perché si sovrapponesse ai riti pagani del solstizio, soppiantandoli? Io credo di no. E allora perché questa sollevazione sui social contro il governo che vuole anticipare alle 22 la nascita del Salvatore proibendo cenoni e messe di mezzanotte? Ve lo spiego io il perché. Perché non ne possiamo più di questa clausura che ci fa sentire peggio che in guerra. Perché persino in tempo di guerra si santificava il Natale con una tregua, e in molti casi i combattenti uscivano dalle rispettive trincee per scambiarsi piccoli regali (cibo, sigarette). E allora non rubateci Gesù bambino, chiunque egli fosse, da dove venisse e quando fosse nato! Lui per noi è sempre nato a mezzanotte del 25 dicembre, e i nostri avi lo hanno festeggiato in quella notte. Il resto (regali, messe, riti, cibi particolari) fa parte della deliziosa varietà delle tradizioni secondo i tempi e i luoghi. Ma davvero voi governanti pensate che il Covid tornerebbe a impennarsi se per due giorni ci lasciaste pranzi e cene con parenti e amici, la messa di mezzanotte, lo scambio dei regali? O volete solo “dare un segnale forte”? Se è per quello, sappiate che darete solo un segnale forte della vostra supponente e urticante insensibilità.

collino@cronacaqui.it

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