(foto: depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Tra il dire e il fare

Ci vuole pazienza, un po’ di ottimismo e tanta attenzione. Perchè a dirla come siamo abituati noi, ci risiamo. la quarta ondata che ci è capitata tra capo e collo mentre facevamo l’albero di Natale, non è – e non sarà- una passeggiata. E a dirlo, più che le parole dei “saggi” che ascoltiamo ogni giorno in tivu, sono i fatti. Che vanno esaminati con attenzione. Il primo. Riapre l’hub vaccinale del Valentino, o meglio quell’ospedalone da campo chiuso là dove fino a prima del Covid giravano felici le giostrine dei bambini. Segno che di centri vaccinali, non ne abbiamo abbastanza. E che servono come il pane. Secondo. Occore trovare subito altro personale, in particolare medici e infermieri. Che bisogna togliere da altre parti, ossia da reparti e soprattutto dagli ambulatori. E qui veniamo al punto tre. Perchè un po’ per questo e un po’ perchè i contagi stanno dilagando come crescono i ricoveri, ieri sera l’Unità di crisi ha deciso di ridurre le attività della nostra sanità tradizionale, chiudendo alcuni reparti da destinare ai pazienti Covid. Dunque ci risiamo. Proprio come è accaduto nella prima, nella seconda e nella terza ondata. Nonostante i vaccini ( il Piemonte è comunque stato viruoso, come ha detto il generale Figliuolo), la corsa ai tamponi e l’attenzione della gente al mantenere le distanze e all’uso delle mascherine. Che però ora si vorrebbe fossero tutte superfiltranti, ossia Ffp2 che, detto tra noi, pre costano e cominciano a mancare in farmacia. La sintesi è questa: nonostante le lodevoli prescrizioni del governo, come sempre tra il dire e il fare, c’è di mezzo una sanità che ancora non accede ai miracoli. Di qui l’invito anche alla pazienza. Agli eroi che pure abbiamo dimenticato o quasi, quando il virus pareva sconfitto, occorre un po’ di tempo per riorganizzarsi. E noi, anche se a denti stretti, dobbiamo farcelo piacere.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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