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Economia
L’ALLARME

Tra Fca e indotto via 6mila lavoratori: «La crisi non si risolve con la 500»

La Fiom denuncia il preoccupante calo occupazionale a Torino e in Piemonte: «Servono nuovi modelli»

L’automotive sta attraversando un momento drammatico. Il calo della produzione, nonostante la 500 elettrica sfornata a Mirafiori, ha ridotto drasticamente il numero dei lavoratori impiegati nel settore un tempo fiore all’occhiello della nostra economia: soltanto nell’ultimo anno in Piemonte, se si considera anche l’indotto, si parla di quasi 6mila dipendenti in meno. Numeri impressionanti che ci sono stati forniti dalla Fiom. «Soltanto a Mirafiori, tra pensionamenti ed esuberi nel 2021 sono spariti 1.678 posti di lavoro, a questi se ne aggiungono altri 4mila per tutto l’indotto» spiega il segretario generale della Fiom, Edi Lazzi.

Ora a pesare sembra essere soprattutto la crisi dei semiconduttori, la pandemia e la difficoltà di vendita delle auto elettriche, ancora troppo care e inadeguate alle infrastrutture presenti, ma la crisi dell’auto avanza ormai senza sosta da diversi anni. A cominciare dal “Polo del lusso” ideato da Marchionne quasi dieci anni fa che prevedeva la produzione di vetture di alta gamma negli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco. Ebbene, in soli sette anni i lavoratori del “Polo del lusso” si sono più che dimezzati. «Nel 2014 erano 7.737 e oggi sono 3.528, una perdita del 54%» spiega Lazzi che si dice preoccupato anche per la situazione occupazionale dell’anno corrente. «Sono numeri allarmanti, ma bisogna considerare che l’anno scorso era in vigore il blocco dei licenziamenti, ora che non c’è più i lavoratori potrebbero subire tagli anche maggiori». Nonostante la produzione della 500 elettrica a Mirafiori che dal prossimo lunedì raddoppierà i turni, la situazione continua a essere critica. «Con la 500 elettrica nel 2021 a Mirafiori sono state prodotte 75mila vetture, quando dovrebbero essere 200mila perché lo stabilimento abbia un senso, non sono parole mie ma dell’avvocato Agnelli» spiega il segretario generale Fiom che vede come unica soluzione: «La produzione di nuovi modelli per fermare il calo occupazionale sotto la Mole».

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