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Spettacolo
MONICA BELLUCCI AL TFF

Tra Dolce & Gabbana e Cartier: «Io diva? Lo ha deciso la gente» [VIDEO]

Premiata in occasione della proiezione in anteprima mondiale de documentario di Antongiulio Panizzi

«Io penso che sia il pubblico che decide cosa fare di te, come attrice fai il tuo lavoro, il resto ti sfugge completamente». E per lei, per Monica Bellucci, il pubblico internazionale ha deciso all’unanimità il suo essere diva. Una diva bella, sorridente e sobria che ieri, fin dalle prime ore del mattino dal l’hotel Principi di Piemonte, si è fatta trovare pronta e entusiasta di accogliere fan e giornalisti per la presentazione ufficiale del film “The girl in the fountain” che è poi avvenuta alle 20 all’Uci Lingotto. Giacca nera, pantalone e camicia nera per il giorno, abito elegantissimo per la sera, il tutto firmato Dolce e Gabbana con gioielli Cartier, Monica Bellucci ha regalato a Torino il primo dei due giorni nel suo nome voluti dal Torino Film Festival e iniziati nel segno del doc su Anita Ekberg. Due dive in una, quella nata sullo schermo grazie alla regia di Antongiulio Panizzi, per un viaggio nel meraviglioso mondo della Hollyood del Tevere fra gioie e dolori di una delle donne più accattivanti della storia del cinema di ieri. Attraverso la sensualità di una delle poche dive di oggi. «Io diva? Il pubblico fa di te qualcosa di cui non puoi decidere. Puoi fare tutti i programmi che vuoi, ma poi ti sfuggono. Per quanto mi riguarda io ho la possibilità oggi di fare scelte, mi propongono tanti progetti sono io poi a dire di sì. Quando faccio una scelta vado di pancia», ha detto. Così come è accaduto per il film dedicato alla Ekberg nelle sale italiane oggi e domani. «Questo film racconta il processo di costruzione del lavoro che fa un’attrice. Io recito me stessa che fa un ruolo. Per interpretare se stessi bisogna essere brave attrici, era quello che faceva le Ekberg». Già, Anita e Monica a confronto in un viaggio parallelo che solo il cinema può fare incontrare.

Cos’hanno in comune la Bellucci e la Ekberg? «Molto poco, ma ci saremmo piaciute. La sua carriera e la sua vita è legata al dopoguerra, oggi non sarebbe la stessa cosa, lei era una donna libera, esplosiva, indipendente diversa dalle donne italiane che vivevano ancora all’ombra dei mariti in un ambito domestico. Lei ha giocato un gioco difficile senza rendersene conto. Oggi è diverso. Lei è stata un po’ vittima di se stessa, della sua indipendenza, del fatto di emergere senza avere un uomo accanto. Molte donne facevano parte di un sistema, anche a Hollywood, una donna non esisteva senza un uomo». E oggi? «Piano piano stiamo uscendo da quella situazione lo dico senza alcun tipo di guerra, non mi piace fare la guerra, siamo frutto di una cultura secolare che piano piano si sta sgretolando, tante situazioni anche di comodo si stanno sgretolando. Stiamo evolvendo in una nuova società con nuove regole. È difficile, ma anche bello. Noi sempre più nel sociale, gli uomini di più a casa con i bambini. Loro si stanno togliendo questo peso di essere macho a tutti i costi. Alle mie figlie sto insegnando a essere libere. Deva come me? Lei sta ancora studiando e ha messo un piede nel mondo degli adulti, poi sceglierà. Io le appoggerò, insegnerò loro a volare». Oggi alle 14,30 la masterclass con Monica Bellucci alla Mole.

Prima della proiezione l’attrice ha ricevuto il premio “Stella della Mole” all’UCI Lingotto.

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