“Olimpico” vietato

Il Toro è senza stadio, ipotesi Alessandria per l’Europa League

Il concerto di Pausini-Antonacci e l'intransigenza di Debrecen e Kukesi costringono all'esodo forzato per il preliminare

Prima l’attesa per una sentenza che sembrava non volesse arrivare mai, ora i problemi organizzativi per il 25 luglio: l’avventura dei granata in Europa, la seconda dell’era Cairo, non parte certamente sotto una buona stella. Perché dopo aver aspettato per settimane il tanto sperato ripescaggio, adesso bisogna trovare un campo dove esordire nella competizione europea. Questo il riassunto delle puntate precedenti: dall’urna di Nyon era uscita la pallina della Roma contro la vincente di Debrecen-Kukesi, con l’alternanza casa-trasferta per i giallorossi.

Ora sarà il Toro a disputare il turno preliminare e, non avendo a disposizione il Grande Torino per i lavori di rizollamento post concerto di Pausini-Antonacci, il club di via Arcivescovado ha chiesto l’inversione del campo. Peccato che la risposta di ungheresi e albanesi sia stata negativa: non ci pensano nemmeno, anche perché giocare il ritorno in casa garantisce un piccolo vantaggio e, soprattutto, sono consapevoli dei problemi relativi allo stadio di Belotti e compagni, che praticamente saranno costretti a disputare in trasferta anche il turno casalingo. Ora si apre la questione: dove si giocherà?

ALESSANDRIA, SCELTA DI CUORE

A caccia di una casa, ma è già una corsa contro il tempo: meno di due settimane per trovare una soluzione, l’Uefa attende notizie da via Arcivescovado entro il 18, il giorno del ritorno della sfida tra Debrecen e Kukesi. Ma non è così semplice da risolvere, dagli uffici del club granata sono partite tantissime chiamate: e, fino a ora, nessuno ha dato disponibilità ad accogliere Belotti e compagni. Milano, Roma, Reggio Emilia, Genova, da nord a sud non ci sono stadi per disputare la gara, nemmeno Bergamo e Brescia perché in fase di ristrutturazione. Sui social è arrivata la provocazione dell’Allianz Stadium, c’è anche chi ha pensato al Fila ma il nuovo impianto non ha le carte in regola per poter diventare teatro di una gara internazionale.

A Novara e a Vercelli il Toro non vuole andarci perché l’erba è sintetica. Un solo club avrebbe dato l’ok: si tratta dell’Udinese, che ha acconsentito a “prestare” la Dacia Arena. Ma il viaggio Torino-Udine sarebbe una mazzata per i tifosi, che non potrebbero seguire la squadra nell’esordio in Europa. E così, aspettando di capire se qualche stadio del centro Italia si liberi in extremis, il Toro ha trovato casa ad Alessandria. Il Moccagatta ha la licenza per ospitare una gara di preliminari, con una capienza da 8mila spettatori, di cui 6mila circa a sedere. Ma sarebbe una «scelta di cuore», come hanno voluto specificare dalle parti di via Arcivescovado, per facilitare l’afflusso dei tifosi. Alessandria è in pole, nei prossimi giorni la decisione definitiva: in ogni caso, il Toro giocherà in trasferta sia l’andata sia il ritorno del preliminare.

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