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IL CASO

Toro, difesa da brividi. I numeri sono da “B”

Tante le attenuanti per Nicola che oggi ritrova Linetty

La difesa è tornata a fare acqua. C’è l’attenuante delle tante assenze, con il Covid-19 che ha messo fuori uso Bremer e Nkoulou, ma è difficile accettare il fatto di aver subito quattro reti da una squadra che, prima dell’ultima giornata, aveva il secondo attacco meno prolifico della A. E i numeri della stagione tornano a spaventare, nonostante prima dello stop fossero arrivate prestazioni convincenti. Perché il Toro aveva trovato la quadra giusta, con due partite consecutive con la porta inviolata, e invece da Crotone rientra con nuovi punti interrogativi. La certezza, però, è una: allo stesso punto del campionato, i granata avevano subito più gol soltanto nel 1958/1959, l’anno della prima retrocessione in B. All’epoca furono 53, oggi sono 45, che vuol dire una media di quasi due reti a partita. E pensare che Sirigu, prima della sospensione forzata a causa del Covid, era reduce da due gare consecutive con la porta inviolata, quelle contro Genoa e Cagliari. Davanti a lui, però, non c’era la “difesa B” con Lyanco e Rodriguez. Ed è anche per questo motivo che Nicola aspetta notizie confortanti dai tamponi settimanali, a partire da oggi quando al Fila potrebbe rivedere Linetty. Il prossimo test dei granata sarà al cospetto dell’Inter di Conte. Ecco perché cambierebbe non poco affrontarla con Nkoulou e Bremer, i due difensori costretti all’isolamento perché contagiati. La loro assenza si è sentita terribilmente non solo per tutta la squadra, ma anche per lo stesso Izzo, che senza i compagni di reparto è andato in difficoltà, complice anche la lombalgia. Nicola attende fiducioso, mentre da oggi comincerà a preparare la sfida contro i nerazzurri. Rappresentano una montagna enorme da scalare, ma il tecnico vuole provarci.

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