ANALISI

Toro, cambia il modulo ma non gli uomini. La rivoluzione è a metà

La squadra di Giampaolo è un cantiere aperto

Una rivoluzione, anche se soltanto a metà. Perché Marco Giampaolo si è insediato ormai da un mese e ora aspetta soltanto settantadue ore per il suo esordio in gara ufficiale. Tra il bunker del Filadelfia e il mini-ritiro di Biella ha rivoltato il suo Toro, cancellando la difesa a tre e inserendo un trequartista alle spalle di un tandem offensivo. Il 4-3-1-2, parlando di numeri e di moduli, il marchio di fabbrica dell’intera carriera del tecnico di Bellinzona. Ha avuto qualche pedina che aveva richiesto, come la mezzala Linetty o l’esterno basso Rodriguez, poi sostituito da un altro suo fedelissimo Murru in attesa che lo svizzero rientri tra un mese circa, eppure il Toro che scenderà in campo a Firenze non sarà poi tanto diverso da quello che ha chiuso un campionato disastroso a Bologna lo scorso 2 agosto. Una rivoluzione di modulo, non di uomini.

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