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Così è morta Marina: “L’ho ammazzata io, aveva sete e le ho dato il veleno”

Marina è stata attirata in trappola con una scusa, stordita con un caffè drogato, rapita e trasportata fino a Sant’Ambrogio. Nel garage della casa degli orrori ha dovuto scrivere la lettera d’addio ai suoi figli, poi ha chiesto da bere. E nel bicchiere d’acqua che Maria Teresa le ha porto c’era il cocktail di farmaci che l’ha uccisa. E poi Giacomo Bellorio, il marito di Marina, che aiuta l’amante a seppellire la moglie. I complici che credono che lei sia viva, anzi che sia tornata a casa. E Maria Teresa che dice: «Sono io la donna misteriosa che ha portato la lettera al mercato».
Le ultime drammatiche ore di vita di Marina Patriti sono scritte sui verbali degli interrogatori di Maria Teresa Crivellari, Pasqualino Calogero e Andrea Chiappetta. O almeno lì c’è scritta la verità dei tre arrestati, una verità ancora tutta da scoprire nel momento in cui ognuno cerca di diminuire il proprio coinvolgimento o, come nel caso di Maria Teresa, di salvare il proprio figlio. Tanto che sulle nuove indagini per ora dalla Procura di Pinerolo emerge solo un particolare: «Non ci sono riscontri ai racconti». Qualcuno mente. E l’autopsia di ieri per ora non chiarisce i dubbi.

L’articolo di Claudio Neve e altri particolari su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta l’11 novembre 2010

 

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