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Il marito di Marina Patriti: “Sapevo che mia moglie era lì, ma non ho potuto fare nulla”

 «Avevo capito che Marina era sepolta lì, nel giardino. Avevo anche comprato una mazza per rompere quel maledetto cemento ma Maria Teresa e suo figlio me l’hanno impedito. E forse è stato meglio, probabil­mente se l’avessi fatto avrebbero scavato una fossa anche per me».

Giacomo Bellorio accoglie con incredulità la notizia che Alessandro Marella, figlio di Maria Teresa Crivellari, avrebbe negato ogni coinvolgimento nel delitto di Marina Patriti. «Sono stati loro a impedirmi di scavare ­spiega Bellorio – e poi lui ha lavorato come muratore, anche se per poco tempo. Sapeva come fare una gettata di cemento. Se non è stato lui a farla, allora chi è stato?». Già, secondo Maria Teresa chi l’ha aiutata a sca­vare la fossa di Marina? E chi ha fatto la gettata di cemento su cui lei ha poi piazzato sedie e tavolino per cenare sulla tomba dell’odiata rivale? Domande che per ora non hanno risposta, dato che la Procura di Pine­rolo ha secretato tutta la deposizione della donna, in attesa di poter scrivere la parola fine a questa storia chiarendo il ruolo avuto da ognuno. E, soprattutto, scoprendo se esi­stono altre persone coinvolte nel delitto.

L’articolo di Claudio Neve e altri particolari su CronacaQui in edicola in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il 10 novembre 2010

 

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