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IERI&OGGI Santa Rita

Il quartiere dei “centomila” a metà tra città e campagna

In principio, c’erano vigne, campi e cascine. Tante cascine. La storia del quartiere Santa Rita inizia qui, sul tracciato dell’antica strada di Orbassano, collegamento diretto che tagliava le campagne coltivate e i pioppeti, dove di quando in quando si andava a caccia di fagiani. Una campagna ordinata e regolare, costellata di piccole e grandi cascinali: come la Grangia, i cui ruderi sono ancora visibili in via Ricaldone; o la Olivero di via Arbe, che ancora testimonia di quando fu temporanea dimora del duca de La Feuillade, il comandante dell’esercito francese che assediava Torino nel 1706: da qui venivano dirette le operazioni di assedio ad una Torino fieramente difesa dalla sua Cittadella. Ancora oggi possiamo inoltre ammirare la grande Roccafranca e la vasta Giajone, oggi sede della Circoscrizione Due.

Per veder sorgere le prime case di moderna abitazione, bisogna spostarsi all’inizio del secolo scorso: la città, allora, finiva alla “barriera di Orbassano”, e i confini del nucleo urbano erano grossomodo identificati dal muraglione della ferrovia. Un incentivo all’urbanizzazione del quartiere venne dato dallo spostamento della piazza d’Armi, precedentemente situata nella zona della Crocetta.

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