Scandalo bollo auto: la Gec ora rischia il fallimento

La Gec, società cuneese di riscossione della tassa automobilistica in alcune regione italiane al centro di un’inchiesta della procura di Torino per corruzione, rischia l’insolvenza e il conseguente fallimento. E’ quanto emerge dalla relazione effettuata dal commissario giudiziale della società, Claudio Giordana, nominato dopo gli arresti degli amministratori in carica, al gip Giuseppe Salerno e al pm Giancarlo Avenati Bassi.

Secondo quanto si apprende, al momento la Gec deve alla Regione Piemonte sette milioni di tasse riscosse, che deve versare pressoché immediatamente. Il versamento porterebbe la società in stato di insolvenza e, a questo punto, il commissario sarebbe costretto a portare i libri in tribunale. La Regione, invece, deve alla Gec 20 milioni, in parte già deliberati, per crediti pregressi. Dagli approfondimenti effettuati dalla procura e dalla relazione è emerso che la Gec non aveva un conto dedicato su cui transitavano le tasse riscosse, ma ne aveva uno unico per tutte le attività societarie. Per questa ragione, i magistrati stanno valutando altre eventuali ipotesi di reato.

 

 

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