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Rogo al campo rom di Torino: per il pm c’era “odio etnico”

L’aggravante dell’odio etnico, che comporta un aumento della pena del 50% rispetto alla previsione ordinaria, è stata contestata dal pm di Torino Laura Longo alle due persone arrestate per il raid di sabato sera al campo rom della cascina Continassa, nel capoluogo piemontese. La contestazione è contenuta nella richiesta di convalida dell’arresto per i reati di incendio doloso, danneggiamento, resistenza e, per uno dei due (trovato in possesso di un coltello), porto di oggetti atti ad offendere.

I due, che si trovano nel carcere della Vallette, hanno 20 e 59 anni e vivono nello stesso quartiere dove vive la ragazza di 16 anni che ha raccontato di essere stata stuprata da due stranieri e ha poi ammesso di aver inventato tutto. I Carabinieri stanno tuttora vagliando la posizione di alcune decine di persone che hanno partecipato all’assalto al campo rom e loro eventuali responsabilità nell’incendio del campo

La 16enne chiede scusa
“Scusatemi. Ho visto in tv le immagini delle fiamme al campo nomadi e mi sono sentita male». Chiede scusa, in una lettera, la 16enne che aveva denunciato un falso stupro da parte di due stranieri che aveva poi portato all’incendio di alcune baracche del campo rom nel quartiere Vallette a Torino. “Ho raccontato quella storia per paura”, spiega indirizzando le sue scuse “soprattutto a quei bambini del campo” e “a tutta la gente del quartiere”. “Sono pronta – conclude – ad affrontare le conseguenze di quello che ho fatto”. Ora la giovane potrebbe essere denunciata per simulazione di reato.

 

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