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I “maghi del cuore”: «Con la prevenzione batteremo l’infarto»

Meno infarti rispetto al passato (nel 2007 erano 5.507, 4.896 nel 2010), sale al 70% la sopravvivenza a dieci anni da un trapianto di cuore e anche la fibrillazione atriale oggi viene stroncata da farmaci e metodi nuovi come l’ablazione. Insomma, oggi al cuore si guarda con occhio più critico (visto che in Piemonte le malattie cardiovascolari sono il 46% delle cause di morte), a cominciare da un gesto semplice come la prevenzione.
Ma ci sono ancora due limiti: il numero dei donatori di cuore e polmoni per i trapianti non è ancora sufficiente (nonostante la nostra re­gione sia la più virtuosa con i suoi 25,4 donatori per milione di abitanti rispetto alla media italiana, pari a 20) e si continua a morire in attesa di ricevere un cuore (nel 30% dei casi) per i tempi di attesa (secondo il centro regiona­le trapianti di Piemonte e Valle d’Aosta al 31 maggio 2011 i pazienti attivi erano 34, quelli sospesi 28) e per il «non consenso» (pari al 35%).
A dirlo sono i massimi esperti

L’articolo di Liliana Carbone su CronacaQui in edicola il 22 giugno

 

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