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Il dopo Osama secondo Andrea Margelletti: «I terroristi fai-da-te potrebbero colpire nei luoghi pubblici»

Al Qaeda, come organizzazio­ne, è in difficoltà. E difficilmente sferrerà un attacco a breve o me­dio termine. Ma i cani sciolti, i cosiddetti terroristi ” f ai – da – te “, potrebbero colpire in qualsiasi momento. Anche in Italia. Non nasconde i propri timori il presi­dente del Centro Studi Interna­zionali, Andrea Margelletti, uno dei massimi esperti di geopoliti­ca, strategie militari e terrorismo di matrice qaedista. Ma invita a non farsi prendere dal panico, «perchè in Italia, finora, il lavoro dell’intelligence ha funzionato».
L’uccisione di Osama, in ogni ca­so, ha segnato un passaggio im­portante nella lotta al terrorismo. E i terroristi potrebbero vendicar­si. «La storia, però, dimostra che quando è stato ucciso il leader, il capo, l’ideatore di un movimen­to, il gruppo nel breve e medio termine si è come paralizzato. E se le morte di Bin Laden ha colto di sopresa noi, possiamo immagi­nare come abbia colto di sopresa i suoi». E’ successo così per Ha­mas, «che dopo l’uccisione del leader non è mai più riuscita a fare le cose che faceva un tempo. Ed è successo così dopo l’uccisio­ne di Al Zarqawi in Iraq». Un capo, insomma, si può sostituire. «Ma non è detto che sia bravo come quello di prima».

L’articolo di Stefano Tamagnone su CronacaQui in edicola il 5 maggio  

 

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