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LA STORIA

Torino, Wonda la maga blocca lo sgombero: abusivi terrorizzati dalle sue fatture

I suoi “poteri occulti” tengono in scacco gli inquilini dello stabile occupato di via Borgo Dora

Le “clienti” le trova tra i banchi del mercato di Porta Palazzo. E le sue fatture sono indirizzate solo agli uomini: amori travagliati, difficili o matrimoni che non funzionano. La comunità araba di Porta Pila la conosce molto bene: lei si fa chiamare Wonda e i suoi riti di magia pare siano efficaci, molto efficaci. Tanto che dal suo appartamento c’è un vero e proprio via vai di donne che vanno a chiederle aiuto.

Fin qui tutto bene se non fosse che lei, insieme ad altre cinque famiglie e un numero indefinito di abusivi, vive nello stabile occupato di via Borgo Dora 39 acquistato nel 2015 da una società immobiliare La palazzina, composta da circa trenta appartamenti, versa ormai in condizioni di profondo degrado e, anche se recentemente non è stata fatta una analisi tecnica, potrebbe anche essere inagibile. La proprietà in questi anni ha spesso provato a concordare uno sgombero “dolce” chiedendo ai suoi abitanti di abbandonare lo stabile per iniziare i lavori di ristrutturazione.

Un anno fa era stata trovata una quadra ma poi la fattucchiera ha chiaramente fatto intendere ai suoi vicini di casa, rigorosamente uomini, che ci sarebbero state delle conseguenze se avessero preso accordi con la proprietà per iniziare il “trasloco”. E quindi lei, insieme ad altri inquilini, ha preso in mano la situazione bloccando di fatto i futuri lavori.

Una storia che trova radici in una cultura complessa, quella islamica, dove la magia nera è un tabù ma è molto riconosciuta. Le “usum algayb”, le cosiddette scienze occulte che comprendono la divinazione, l’astrologia e l’oniromanzia insieme a tutti i campi relativi della profezia, fanno infatti parte della “Sihr”, la magia.

Quella nera viene chiamata “ilm al-sihr”. «Sono andata una volta da Wonda – ha raccontato una giovane ragazza marocchina che però preferisce restare anonima – avevo dei problemi con mio marito e lei ha fatto un incantesimo. Non mi sento di dire che sia una cattiva persona, mi di certo ha molto aiutata».

Chi l’ha vista all’opera racconta che per i suoi incantesimi a volte ha bisogno di molto spazio, al punto da occupare anche il ballatoio del suo appartamento. Dove non si fa problemi a svuotare i secchi che sono serviti per i suoi riti. Nessuno, tra gli inquilini di via Borgo Dora 39, vuole però parlare e raccontare come si vive in un palazzo dove viene praticata la magia nera. E questo mentre alcuni raccontano di vere e proprie pressioni psicologiche, soprattutto gli uomini.

Che però preferiscono non farne parola. Nella comunità islamica, infatti, chi pratica magia nera viene considerato immediatamente un miscredente, al di fuori della società. Ma potente e terrorizzante al punto da bloccare lo sgombero di un intero palazzo con il solo potere della superstizione e delle fatture.

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