Disservizi sulla linea ferroviaria Sfm1: il sindaco Sicchiero scrive al Gtt (foto di repertorio).
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Possibili disagi nel settore dei trasporti

Torino, venerdì 17 maggio scioperano i lavoratori GTT iscritti all’USB

Il personale viaggiante del servizio urbano, suburbano e metro si fermerà dalle 18 alle 22, quello del servizio extraurbano dalle 8 alle 12

Disagi in vista a Torino nel settore dei trasporti. Per venerdì 17 maggio è stato indetto uno sciopero aziendale GTT da parte dell’Unione Sindacale di Base. Lo sciopero, di quattro ore, riguarderà il personale viaggiante GTT e CA.NOVA iscritto al sindacato, che si fermerà dalle 18 alle 22 per quel che riguarda il servizio urbano, suburbano e metropolitana e dalle 8 alle 12 per ciò che concerne il servizio extraurbano. Tutto il resto del personale si asterrà dal servizio nelle ultime quattro ore della giornata lavorativa.

Quanto alle ragioni della serrata, l’Unione Sindacale di Base ha affidato a un lungo e articolato comunicato l’illustrazione delle motivazioni. In particolare, lo sciopero aziendale GTT è indetto per: “Ferma contrarietà al piano industriale che non rilancia l’azienda, ma la riduce di organico, esternalizza chilometri a vettori privati, e che alla fine del triennio del piano industriale, ridurrà e svaluterà ai minimi termini un’azienda storica. GTT ( già ATM ) da 5500 dipendenti in organico nel 2013 è passata a  4700  nel 2016,  e arriverà a fine piano industriale nel 2021 a   4000 dipendenti”, per i “3 milioni di km ESTERNALIZZATI in men che non si dica, quando alle spalle dell’ accordo neoassunti vi era proprio la volontà ferrea di evitarle”, oltre che “per la poca chiarezza e superficialità applicata alla gestione per l’assegnazione del nodo ferroviario GTT a gruppo Trenitalia” e “per il metodo discriminatorio adottato ai lavoratori all’interno di GTT sui nuovi assunti e nelle società controllate e partecipate dalla stessa GTT come CA.NOVA e BusCompany, in cui si evidenziano anche probabili conflitti di interessi sulla concessione delle linee, previste dal Piano Industriale”, e infine perché “in officina nessuna assunzione è prevista, né alcuna riorganizzazione del settore si intravede all’ orizzonte, se non il suo  totale SMANTELLAMENTO, probabilmente già avviato con l’ acquisto dei nuovi autobus in FULL SERVICE”.

Lo sciopero nazionale è invece indetto “per tutelare e per garantire il reale esercizio del diritto di sciopero e le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione  nazionale di garanzia”, è diretto “contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto, per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi, contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività, per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori, per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario” e infine “per la piena occupazione e contro la precarietà”.

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