Vitella rubata e sgozzata: macabro rinvenimento a Freidano. Indagano i carabinieri (foto di repertorio)
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IL FATTO

Torino, titolare di un’agenzia di pompe funebri costretto a sborsare migliaia di euro: arrestati 4 estorsori

Disperato, ha chiesto aiuto ai carabinieri che hanno incastrato i suoi aguzzini

Minacciato. Picchiato. E costretto a sborsare soldi, tanti. Non ce l’ha fatta più, il titolare di un’agenzia di pompe funebri di Torino, e, così, a settembre, si è rivolto ai carabinieri. Ai militari ha raccontato tutto. Come l’aggressione subita nel suo negozio un mese prima da parti di due sconosciuti, che, mostrandogli alcune sue chat, lo hanno minacciato di diffonderle se non avesse pagato. Nell’occasione, dopo averlo anche colpito con alcuni schiaffi e minacciandolo di tornare armati, si sono fatti consegnare un assegno da 6.000 euro, 1.600 euro in contanti e alcuni gioielli d’oro.

Gli estorsori, però, non si sono accontentati e hanno preteso di avere nei giorni seguenti altri 9.000 euro. Le immediate indagini dei militari della compagnia di Torino Mirafiori hanno permesso di individuare la coppia di estorsori e la mattina del concordato appuntamento, dopo la consegna di due assegni da 4.000 euro ciascuno e 1.000 euro in contanti, hanno bloccato uno dei due ricattatori, un italiano di 43 anni, recuperando il bottino che è stato restituito alla vittima.

BECCATO IL COMPLICE

In quella occasione il complice, un 38enne dell’hinterland torinese, non si era presentato all’incontro, ma nei suoi confronti ieri è stata emessa lo stesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in estorsione, eseguita nel pomeriggio scorso dai militari dell’Arma.

RICATTATO ANCHE DA DUE RAGAZZI

Nel corso delle investigazioni è emersa un’ulteriore estorsione nei confronti della vittima anche da parte di un ragazzo e una ragazza che, tramite messaggi sui social network, gli avevano chiesto il pagamento di 400 euro per un debito vantato dalla donna. Dopo pochi giorni i due si sono presentati all’agenzia di pompe funebri per la consegna del denaro, ma lì ad attenderli dopo lo scambio c’erano i carabinieri, che li hanno arrestati in flagranza.

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