Monica Cerutti
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L’episodio la sera di Capodanno al “The Space” di via Livorno

PAURA AL CINEMA. Torino, scambiati per terroristi: l’assessora incontra la famiglia marocchina

Monica Cerutti a casa di Souad Ghennam, la donna che scambiava messaggini con la figlia sordomuta durante la proiezione di un film. L’episodio aveva provocato il panico tra gli spettatori e l’interruzione dello spettacolo da parte dei carabinieri

Scambiati per terroristi: Monica Cerutti, assessora regionale all’Immigrazione, questa mattina si è recata a casa della famiglia marocchina che la sera del primo gennaio è stata sospettata di terrorismo durante la proiezione del film Durante il film “Passengers al cinema “The Space” di via Livorno a Torino. La psicosi è nata dopo che alcuni spettatori hanno notato che la madre, Souad Ghennam, 45 anni, imbarazzata da una scena osè del film, scambiava alcuni messaggini Whatsapp con la figlia sordomuta seduta qualche poltrona più distante con il fidanzato (anche lui sordomuto). L’episodio aveva provocato l’interruzione dello spettacolo da parte dei carabinieri con la sala che si era svuotata nel giro di pochi minuti.

REGIONE VICINA A FAMIGLIA DI NUOVI PIEMONTESI
“Credo che sia importante che la Regione Piemonte mostri la propria vicinanza a questa famiglia di nuovi piemontesi – ha riferito l’assessora – L’episodio è sicuramente frutto della paura che viene alimentata in questo periodo dalla strumentalizzazione di fatti di cronaca, che possono attecchire sulla poca conoscenza reciproca tra chi è nato in Italia e chi ci è arrivato o comunque è di origine straniera. Noi stiamo lavorando per colmare questa distanza e favorire percorsi di inclusione sempre più capillari e condivisi”.

FAMIGLIA UMANAMENTE COLPITA DALL’ACCADUTO
“Ho trovato la famiglia molto colpita umanamente da quel che è accaduto – ha aggiunto Cerutti – soprattutto perché in contraddizione assoluta con il percorso di inclusione che hanno portato avanti sin da quando sono arrivati in Italia, quindici anni fa”. “Ho chiesto loro di provare a dimenticare questo brutto episodio – ha concluso l’assessora – e di provare a guardare al futuro positivamente. Noi lavoreremo alla nuova legge regionale di promozione della cittadinanza in collaborazione con tutte quelle realtà territoriali formate da stranieri o che lavorano con essi. Abbiamo bisogno in questo percorso anche della loro fiducia e del loro sostegno”.

LE SCUSE DEL COMUNE DI TORINO
Nei giorni scorsi era stato l’assessore alle Politiche per Multiculturalità e Integrazione dei “Nuovi Cittadini” della Città di Torino, Marco Giusta, ad incontrare la famiglia di Souad per “portarle le scuse a nome di tutta la città”. L’incontro è stato organizzato dopo la telefonata della sindaca Chiara Appendino.

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