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IL FATTO

Migranti, roghi appiccati nel Cpr di corso Brunelleschi: sei arresti

In manette cinque marocchini e un algerino: causati danni ingenti alla struttura. Rivolte anche nei cpr di Caltanissetta, Trapani e Bari: non si esclude una regia comune

Sabato sera, intorno alle 21:30, sono stati accesi dei roghi nell’area “bianca”, “blu”, “rossa” e “verde” del Centro di permanenza per il rimpatrio di corso Brunelleschi, a Torino. Le fiamme sono state immediatamente domate dai vigili del fuco e dal personale di vigilanza della Questura. Nessuno è rimasto intossicato o ferito, ma i danni sono stati ingenti in quanto le fiamme hanno coinvolti gli edifici di tutte le aree i locali della mensa e diverse strutture sono state dichiarate inagibili.

La polizia ha arrestato per danneggiamento aggravato sei persone: cinque marocchini e un algerino di 57 anni.

Nello scorso mese sono stati danneggiati anche i cpr di Caltanissetta, Trapani e Bari: non si esclude una regia comune dietro i singoli episodi rivoltosi, tenuto conto delle loro caratteristiche e della concomitanza degli eventi.

Il fenomeno delle rivolte nei Centri di Rimpatrio interessa tutta la penisola: per quanto riguarda il C.P.R. “Brunelleschi”, solo il 10% dei presenti è incensurato o responsabile di reati connessi alla violazione della sola normativa in tema di immigrazione. La restante parte dei presenti nel centro, e dunque il 90% degli stessi, risulta essere gravato da precedenti penali per reati anche gravissimi.

In particolare, per quanto concerne i delitti contro la persona spiccano: omicidi, lesioni gravi e gravissime, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, in alcuni casi anche di gruppo. Molti hanno precedenti specifici per reati in tema di stupefacenti, con frequenti casi di recidiva. Altrettanto numerosi i delitti di furto, rapina, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Infine, sono stati riscontrati casi di sospetta affiliazione con organizzazioni estremiste radicalizzate.

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