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IL FATTO

Torino rivive il sogno: «La città si candida per le Olimpiadi 2036»

La Sala Rossa chiede al sindaco di candidarsi

Torino città olimpica”. E in un attimo è di nuovo il 2006, con i torinesi in coda per fotografare il braciere olimpico che arde, le notti bianche e l’entusiasmo alle stelle. Questa volta però non si tratta dei Giochi invernali, ma del grande spettacolo delle Olimpiadi estive del 2036, per cui non è ancora stato individuato né il Paese né la città ospitante. E così Torino torna a sognare in grande – o meglio, ricicla un vecchio sogno – e lo fa con un voto trasversale della Sala Rossa, che ora chiede al sindaco Stefano Lo Russo di farsi ambasciatore di questo nuovo progetto olimpico.

Tutto è partito da un ordine del giorno, firmato dalla consigliera di Fratelli d’Italia Paola AmbrogioL’atto è stato approvato nella giornata di ieri dal consiglio comunale, con 30 voti a favore e 2 contrari. Il documento chiede sostanzialmente al sindaco e alla sua giunta di farsi promotori, verso la Regione e il Governo, della candidatura del capoluogo piemontese per i Giochi del 2036. Fanno ben sperare le parole dell’assessore ai Grandi Eventi Mimmo Carretta, che ha sottolineato la capacità della città di accogliere manifestazioni importanti «grazie anche ai suoi impianti». E ancora: «Torino non è più disponibile a perdere occasioni. Una candidatura territoriale ha sicuramente più senso». Il documento prevede infatti che il dossier sia presentato insieme ad altre città italiane. Una bella sfida, che non ha convinto la consigliera Alice Ravinale di Sinistra Ecologista e la collega Sara Diena.

«Oltre all’impatto economico, ci preoccupa l’impatto ambientale» commenta Diena. «Si tratta di Olimpiadi estive, che non permetterebbero nemmeno il riutilizzo delle strutture già realizzate nel 2006 – puntualizza Ravinale -. E sembra davvero anacronistico parlarne nell’estate più invivibile degli ultimi 20 anni a causa del cambiamento climatico». Mentre il Movimento Cinque Stelle non ha partecipato alla votazione, appare soddisfatta la promotrice Ambrogio, che sottolinea come sia stato fatto «il primo passo di quella che sarà una lunga maratona». E ancora: «La nostra città, da sola, non potrà farsi carico dell’intero evento, ma con l’atto approvato tendiamo la mano ad altre città italiane interessate all’organizzazione dei Giochi». Nel 2026 a Milano si svolgeranno le Olimpiadi invernali e la candidatura per i Giochi estivi del ‘36 sarà assegnata nel 2029. Difficile che un Paese possa ospitare due volte, nell’arco di pochi anni, un evento di questa portata. Ma sognare non costa nulla.

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