Chiara Appendino
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IL FATTO

Torino, riaprono i take away: Appendino fa chiarezza sulle regole

La sindaca: “Un altro piccolo spazio di libertà riconquistato, ma l’emergenza è ancora in atto. Confido nei torinesi”

“Da oggi anche a Torino sarà possibile acquistare prodotti da asporto nei locali che fanno ristorazione (bar, ristoranti , pizzerie, gastronomie, rosticcerie, pasticcerie, etc.) della nostra Città. Si tratta di una prima riapertura soft, come le altre d’altronde”. Lo scrive su Facebook la sindaca Chiara Appendino.

“Anche in questo caso, visto che in molti me lo avete chiesto, ci tenevo a fare chiarezza su quelle che sono le regole disposte dalla Regione Piemonte per fare, insieme, quest’altro piccolo passo in avanti verso le nuove abitudini” aggiunge.

LE REGOLE:

– Il servizio sarà disponibile dalle ore 6 alle ore 21.

Occorre sempre aver ordinato prima – via internet o telefono – il prodotto che si vuole acquistare per l’asporto. Questo per evitare file, dunque assembramenti.

– Quando ci rechiamo a ritirare il prodotto, usiamo la mascherina, rispettiamo sempre da tutte le persone la distanza di sicurezza, entriamo nel locale uno alla volta e rimaniamo nel locale il tempo strettamente necessario.

È vietato consumare i prodotti nel locale o in prossimità di esso.

Rimangono attivi i servizi di consegna a domicilio che, va da sé, quando possibile, sono preferibili.

“Non mi stancherò mai di ripeterlo: l’emergenza è ancora in atto, nessuno può parlare di scampato pericolo ed è esattamente in questo senso che dobbiamo comportarci – specifica  Appendino -. Nonostante ciò, con questa apertura, diversi locali e imprese del nostro territorio possono tornare a lavorare dopo mesi di chiusura e di mancati incassi”.

“Sappiamo bene, infatti, che questa crisi è anche – sempre di più – economica. E sappiamo quanto le imprese del nostro territorio stiano soffrendo. È il motivo per cui, come Città, abbiamo fatto (e faremo) tutto il possibile per aiutarle. Dalla sospensione delle imposte, alla gratuità dei dehor, fino a un grande piano di promozione per i mesi a venire”.

“Esattamente come per i parchi, questo è un altro piccolo spazio di libertà riconquistato. E, esattamente come per i parchi, se non agiremo responsabilmente e si ravviserà necessario, siamo pronti a disporre il divieto di questa attività. Ma io confido nei torinesi e nel fatto che non sarà necessario. Usare responsabilità è innanzitutto un gesto di amore verso queste imprese, colonne portanti della nostra comunità” conclude.

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