Tenta di rapinare il ragazzo delle pizze: beccato dalla polizia (foto di repertorio).
News
L’INCUBO

Torino, minacce di morte e botte alla compagna malata: 30enne folle di gelosia in manette

“Sei solo una malata e ti farò togliere il bambino se mi denunci”

Insulti. Minacce. Aggressioni fisiche. Un incubo. Di più, un inferno, quello vissuto da una donna a Torino, ennesima vittima d’un compagno violento. Un 30enne italiano è stato sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere per i reati di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, lesioni personali, abbandono di minore e danneggiamento a seguito di incendio.

L’INDAGINE.

L’indagine, delegata dalla Procura agli investigatori del commissariato Barriera Milano, ha avuto inizio nel mese di aprile e ha messo in luce la condotta gravissima tenuta dall’uomo per quasi un anno nei confronti della compagna, una ragazza italiana affetta da malattia autoimmune, nonché del loro figlioletto, di pochi mesi.

Numerosi gli episodi di violenza, generati dalla morbosa gelosia dell’uomo. Già nelle prime fasi della gravidanza, e dopo la nascita del figlio, la donna era continuamente esposta alle ire del compagno.

LE VIOLENZE.

L’escalation delle violenze, iniziate con umilianti litigi per motivi di gelosia, è arrivata nel corso del tempo ad aggressioni fisiche, denigrazioni e minacce verbali. Non solo, l’uomo ha ottenuto il silenzio della vittima facendo leva sulle sue condizioni fisiche che, sosteneva, le avrebbero impedito di ottenere l’affidamento del minore in caso di separazione.

“Sei solo una malata e ti farò togliere il bambino se mi denunci”: una delle minacce più rivolte alla compagna dall’uomo, nel momento in cui si è reso conto che lei stava trovando la forza per denunciarlo e uscire fuori dalla spirale della violenza in cui erano caduti lei e il suo bimbo.

L’aggressività del trentenne si è spinta fino al danneggiamento dell’auto di un’amica della vittima, accusata di averla aiutata.

QUELLA VOLTA AL RISTORANTE.

Sempre ad aprile, un ulteriore episodio di  violenza, uno dei più gravi. Durante una serata al ristorante l’uomo, dall’indole aggressiva e imprevedibile, aveva dato corso a un violento litigio durante il quale si allontanò dal locale per mettere in auto il bambino, di appena due mesi, lasciandolo da solo. Quindi rientrò nel locale continuando a insultare la compagna.

Una volta fuori dal ristorante, picchiò con calci alle costole la donna, che non riusciva a contattare le forze dell’ordine perché aveva il cellulare scarico. Dopo averla fatta salire in auto, si fermò sotto un cavalcavia della tangenziale intimandole di scendere, altrimenti l’avrebbe uccisa. La donna, spaventata per il bambino che dormiva nell’ovetto, non obbedì e fu schiaffeggiata violentemente. In quell’occasione, la ragazza si recò in ospedale dove venne dimessa con una prognosi di 7 giorni per le lesioni riportate.

Alla luce dei gravi fatti, l’uomo è stato arrestato dagli agenti del commissariato Barriera Milano, in ottemperanza della misura cautelare emessa a suo carico, il 19 luglio.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Giubileo - Casa funeraria
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo