I lavori per la linea ad alta velocità Torino-Lione
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IL CASO Il coordinatore Ue Brinkhorst su Di Maio: «Come può dire che serviva 30 anni fa se ne ha 31?»

«Torino-Lione strategica per l’Europa: inconcepibile che l’Italia si tiri fuori»

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Senza nemmeno il bisogno di snocciolare numeri, la certezza che un’eventuale uscita dell’Italia dal progetto del corridoio tra Torino e Lione con l’Alta velocità «causerebbe contraccolpi negativi anche ai Paesi vicini» e «per somme molto elevate» la confermano tutti attorno al tavolo della Commissione intergovernativa, presieduta da Louis Besson e convocata, ieri, sotto la Mole.

Una seduta «programmata da tempo, non straordinaria» a cui ha preso parte il coordinatore Ue per il Corridoio Mediterraneo, Jan Brinkhorst, che ha ricordato come il progetto Tav sia «molto più importante rispetto a trent’anni fa» parlando di «un’opera strategica per l’Europa intera».

Un’opera «europea» e «non solo franco-italiana». Il riferimento è chiaramente politico e chiama in causa Luigi Di Maio, che aveva sostenuto come l’Alta velocità fosse innovativa allora e non oggi, finendo per inserire la revisione del progetto anche nel contratto di governo con la Lega. «Cosa ne sa il signor Di Maio della situazione di 30 anni fa visto che ne ha 31?» ironizza Brinkhorst.

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