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Contro lo sfruttamento e la mancanza di sicurezza

Torino, la protesta dei rider: “Non si può morire per una pizza”

Manifestazione in piazza Castello: “Le aziende di food delivery forniscano almeno casco e fanale”

Lo slogan è stampato su un volantino distribuito ai passanti in piazza Castello, nel cuore di Torino: “Non si può morire per una pizza”. A protestare, in maniera ferma ma civile, sono i rider che dicono no allo sfruttamento intensivo delle aziende di food delivery, quelle specializzate nella consegna a domicilio di prodotti alimentari.

All’origine della manifestazione l’incidente occorso lo scorso 19 dicembre a un rider di Glovo, tuttora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Giovanni Bosco dopo essere stato investito da un pirata della strada, che si è costituito alle forze delle ordine dopo alcuni giorni.

In piazza, non a caso, anche gli iscritti all’Associazione Pakistan Piemonte. “Non si può rischiare la vita per consegnare una pizza”, dicono i manifestanti che chiedono alle aziende del settore, oltre ad aumenti remunerativi, di essere riforniti almeno di casco, fanale e di altri essenziali strumenti di sicurezza per svolgere al meglio il proprio lavoro.

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