Cabiria
Amarcord
18 APRILE 1914

Torino è capitale del cinema grazie al “colossal” Cabiria

Proiettato per la prima volta al teatro Vittorio Emanuele II di via Rossini

C’è stato un periodo, ad inizio Novecento, in cui Torino fu l’indiscussa capitale del cinema italiano. Un periodo breve, di pochi anni appena, tranciati dalla funesta esperienza italiana nella prima guerra mondiale, che richiamò attenzioni e denaro verso la tragedia delle trincee. Peccato. Avremmo forse costituito nella città della Mole una industria cinematografica degna di questo nome. Basti segnalare che la cittadina di Grugliasco era considerata, in quegli anni, come la piccola Hollywood italiana, con set e attrezzature da ripresa conservati a villa Boriglione.

Inoltre, Torino salì agli onori del cinema internazionale in quanto, il 18 aprile 1914, al teatro Vittorio Emanuele II di via Rossini si proiettò per la prima volta il capolavoro del regista astigiano Giovanni Pastrone, Cabiria, per il quale si era scomodato il “vate” Gabriele D’Annunzio. Con l’orchestra di Manlio Mazza (il cinema non aveva ancora colonne sonore!), Cabiria fu un vero e proprio successo: ad oggi è considerato il più grande “colossal” e il più famoso film italiano del cinema muto, e uno dei più celebri lungometraggi del periodo pre-bellico.

Con Cabiria, Giovanni Pastrone innovò i metodi di ripresa, introducendo il carrello (brevettato due anni prima, nel 1912). La storia risente del gusto dell’epoca. Cabiria, che trovò scampo a Cartagine dopo la distruzione di Catania ad opera dell’Etna, deve essere sacrificata al dio Moloch dal sacerdote Khartalo. La giovane viene salvata da Fulvio e dal suo schiavo Maciste. Il tutto, nel contesto delle guerre tra romani e cartaginesi. Un vero “colossal” (anche se questa parola non era ancora utilizzata), che riuniva al suo interno tutta la crema della cultura italiana di allora.

Il cinema, visto come potente mezzo di rinascita dell’Italia borghese; le parole delle didascalie di D’Annunzio, come mezzo di affermazione dell’italiano anche nel campo cinematografico. Anche se un po’ barocco e dalla trama abbastanza convulsa, Cabiria segnò un punto di svolta nella storia della pellicola, tenuto soprattutto conto della sua ragguardevole lunghezza di 187 minuti nella versione originale: un lungometraggio straordinario, tenuto conto che appena una decina di anni prima i film muti erano per lo costituiti da scenette di pochi minuti appena (basti pensare che lo stesso Pastone nel 1910 aveva diretto “La caduta di Troia ”, di “soli” 30 minuti).

Pare che Cabiria solleticò in un certo modo la megalomania americana, ispirando quindi le più enfatiche pellicole di Hollywood. E non è un caso che sia stato il primo film proiettato alla Casa Bianca del quale si abbia memoria…

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