tribunale torino
Cronaca
Una vicenda giudiziaria iniziata 4 anni fa

Torino, condannata per violenze sulla figlia si sente male a sviene in aula. Era stata assistita da un falso avvocato

La ragazzina chiamò il Telefono Azzurro e denunciò la madre: “Mi ha palpeggiata”. Il pm aveva chiesto l’assoluzione, i giudici hanno deciso diversamente

Condannata per violenza sessuale ai danni della figlia (all’epoca dei fatti minorenne), si sente male e sviene in aula. E’ accaduto ieri mattina in tribunale a Torino. La “vittima” del mancamento è una donna di nazionalità italiana. Alla lettura della sentenza con la quale i giudici le hanno inflitto una pena di 22 mesi, l’imputata ha accusato un malore e si è afflosciata su se stessa, come un sacco vuoto, battendo la testa contro lo schienale della sedia. Inevitabile l’arrivo del medico in servizio al Palagiustizia e poi dei “camici bianchi” del 118, nel frattempo allertati dai carabinieri.

ERA ASSISTITA DA UN FALSO AVVOCATO
Ad aggravare una vicenda giudiziaria che durava, ormai, da quasi quattro anni, il fatto che la donna, senza saperlo, nelle fasi iniziali del procedimento, si fosse fatta assistere da un falso avvocato, a sua volta finito sotto inchiesta per truffa e abuso della professione e poi sostituito da un vero avvocato, Davide Vettorello. Proprio questa circostanza aveva fatto sì che il processo ricominciasse da capo.

ASSOLTO L’EX CONVIVENTE
Assieme alla donna era finito alla sbarra anche il suo ex convivente (assistito dall’avvocato Maria Cristina Lo Bianco), “reo” di averla baciata in presenza della ragazzina. L’uomo, sul cui capo non pendeva l’accusa di violenza sessuale ma solo quell’episodio, è stato assolto.

LA DENUNCIA DELLA FIGLIA: MI HA PALPEGGIATO
Era stata la piccola a denunciare il tutto, chiamando il Telefono Azzurro e raccontando  che la madre, mentre “pomiciava” col compagno, aveva tentato di palpeggiarla in varie parti del corpo. “Ma nulla di morboso, era solo uno scherzo” si è difesa accanitamente la donna cui la bambina (nel frattempo diventata adolescente) è stata tolta. Una tesi che il pm Saverio Pelosi aveva anche accettato chiedendo l’assoluzione per lei, ma che i giudici hanno evidentemente respinto condannandola a 22 anni.

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