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L’INCHIESTA L’altra faccia della serranda abbassata

Torino come Pechino: il commercio cinese divora quello italiano

Oltre mille imprenditori orientali sotto la Mole: «C’è domanda e fa parte della nostra cultura»

Cambia, si trasforma l’estetica delle strade di Torino, sempre più “divorata” da caratteri cinesi e rosse lanterne. Non esiste una vera e propria Chinatown, ma una diffusione via via più eterogenea di esercizi commerciali che rendono la città un mescolamento di simboli e segni e che restituiscono una fotografia esaustiva di che cosa è la globalizzazione sotto la Mole.

I cinesi amano descriversi come imprenditori nati. Per avere la conferma di questa attitudine culturale basta guardarsi intorno. Ovunque, dalle zone più centrali ed esclusive fino a quelle più periferiche, è un pullulare di piccoli e grandi esercizi commerciali gestiti da imprenditori cinesi.

Parrucchieri, ristoranti, negozi di calzature, abbigliamento, oggetti per la casa, bar in ogni angolo. Di tutto e di più. In certe zone hanno addirittura “conquistato” interi incroci. Come in largo Giachino, nel quartiere di Borgo Vittoria, dove campeggiano due mega negozi della catena “Shopping World”.

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