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Il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Ilotte assicura: spese dimezzate rispetto all’edizione del 2006

Torino ci riprova: pronto un dossier per l’Olimpiade del 2026

I sindaci dei comuni di Valsusa e Val Chisone tra i primi sostenitori del progetto: c’è da convincere la Appendino

Dopo l’edizione del 2006, Torino ci riprova 20 anni dopo. Il sogno olimpico piemontese riparte dalle manifestazioni d’interesse dei sindaci dei comuni di Valsusa e Val Chisone, espresse al presidente della Camera di Commercio Vincenzo Ilotte, che sta preparando un dossier sulla fattibilità economica e strutturale dell’iniziativa. Bisognerà convincere anzitutto la sindaca, Chiara Appendino, che dovrà firmare il documento da consegnare poi a governo e Coni entro i primi giorni di aprile.

IL PRECEDENTE

Lo scetticismo dell’amministrazione a 5 Stelle è diffuso e il precedente di Roma, dove la sindaca Virginia Raggi è stata la prima avversaria del progetto olimpico estivo del 2024, è poco incoraggiante. Ma Ilotte e i sindaci delle valli sono intenzionati ad andare avanti lo stesso, soprattutto se suffragati da analisi e previsioni di costo inferiori alle attese.

LE PREVISIONI

Dalle prime stime, in particolare, emerge che per Torino 2026 la previsione di spesa potrebbe essere dimezzata rispetto al 2006. Allora il consuntivo sfiorò i 3 miliardi di euro, mentre per il nuovo appuntamento arriverebbe massimo a un miliardo e mezzo, in gran parte proveniente da finanziamenti nazionali. Molto dipenderà, ovviamente, dall’esito delle elezioni del 4 marzo. Prima, però, c’è da convincere la Appendino e gli attivisti pentastellati. E sembra la missione più difficile di tutte.

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