Spray urticante
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L’INCHIESTA

Torino, boom di vendite di spray urticanti: «Una donna su 3 ce l’ha in borsa»

Nelle armerie torinesi in crescita anche il mercato delle pistole a gas in libero commercio

Il numero sempre maggiore di richieste di porto d’armi non trova riscontro in termini commerciali nelle armerie della città. «Qualcosa si muove, è innegabile – afferma un noto armaiolo del centro di Torino -, specie per ciò che riguarda la caccia e il tiro al volo, ma perché c’è l’esigenza di una maggiore sicurezza e la doppietta a cani del nonno non la garantisce come le armi oggi in commercio».

Dunque, per ciò che riguarda le armi da fuoco, il mercato si muove per i fucili, «mentre quello di pistole e rivoltelle non presenta particolari variazioni, resta stabile». Ma nelle armerie c’è il boom delle armi a gas, ad aria compressa in libera vendita e degli spray al peperoncino: «Infatti – aggiunge un altro commerciante del settore – i costi sono contenuti rispetto ad un’arma vera, non c’è bisogno di chiedere licenze o di sottoporsi a visite mediche e l’effetto inibitorio nei confronti di un eventuale intruso in casa, come ritengono in molti, è pressoché identico a quello di fucili e pistole vere».

Le riproduzioni delle armi sono sostanzialmente perfette e solo un vero esperto del settore potrebbe riconoscere una pistola vera da una scacciacani o da una rivoltella caricata a gas. «E poi se la si usa si rischia meno – aggiunge l’armaiolo -, perché non si uccide nessuno e non si finisce a processo per eccesso di legittima difesa». Il mercato ha segnato, solo nell’ultimo anno, una crescita che si aggira attorno al 500% e gli spray al peperoncino sono gli strumenti anti rapina più gettonati: «Si calcola – si legge nel rapporto “Small Arms Survey” del 2018 – che in Italia una donna su tre abbia nella borsetta uno spray al peperoncino pronto all’uso in caso di necessità».

Il problema vero, sempre secondo il più accreditato studio sulla diffusione delle armi, «è che tali strumenti concepiti per la difesa personale, come gli spray, possono diventare anche armi di offesa ed essere utilizzati da ladri oppure da rapinatori».

Per ciò che riguarda Torino, il caso di piazza San Carlo è emblematico: la banda di marocchini, infatti, utilizzava proprio gli spray al peperoncino per creare panico tra la folla e per poi derubare i fuggitivi. Infine, per ciò che concerne l’industria delle armi, le aziende del nostro Paese continuano a segnare indici positivi, ma si riferiscono prevalentemente le esportazioni di pistole, rivoltelle e fucili made in Italy, particolarmente apprezzate e utilizzati all’estero. «La legge Salvini sulla legittima difesa – conclude l’armaiolo torinese – potrebbe dare un impulso al mercato interno, ma è ancora tutto da vedere. Le norme sono state approvate in senato, ma mi sembra che per il varo definitivo vi sia qualche difficoltà. Peccato».

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