cane polpette avvelenate
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IL FATTO

Torino, arriva Myrtille: il cane che fiuta le polpette avvelenate e salva la vita agli animali [LE FOTO]

Il pastore australiano è stato addestrato per circa un anno e mezzo e ha già dato prova delle sue abilità a Sauze d’Oulx e Bardonecchia

A Torino arriva il cane ‘antiveleno’. Nel pomeriggio, in alcune aree verdi, si è svolta l’esercitazione dell’unità cinofila del servizio Tutela Fauna e Flora della Città Metropolitana, messa in campo a seguito delle segnalazioni di “polpette avvelenate” contro animali sgraditi ad alcune persone.

L’unità cinofila antiveleno è composta dall’istruttore direttivo di vigilanza Carlo Geymonat e dal pastore australiano Myrtille, di cui Geymonat è conduttore e proprietario. L’attività dell’unità cinofila antiveleno si svolge in collaborazione con il gruppo cinofilo antiveleno regionale. L’esercitazione serve a testare la capacità del cane di riconoscere con il suo fiuto molto sensibile eventuali bocconi avvelenati.

Ad assistere ad alcune fasi dell’esercitazione c’era Barbara Azzarà, consigliera metropolitana delegata alla tutela della fauna e della flora. “Oltre a essere un metodo molto scorretto di soluzione di un eventuale problema di convivenza tra animali e uomo, l’abbandono di esche e bocconi avvelenati è un reato – ha detto  –. Il veleno sparso per eliminare animali indesiderati è un pericolo per gli altri animali, ma può anche entrare nella catena alimentare, con conseguenze gravissime”.

Myrtille ha tre anni e mezzo e il suo lavoro quotidiano al fianco di Carlo Geymonat è quello di rintracciare esche avvelenate o contenenti materiale tagliente, come chiodi o vetro, che molto spesso vengono seminati tra i boschi per contrastare, in modo del tutto illegale, la presenza dei lupi o di altri canidi predatori. Ha già all’attivo molte attività sul campo, nei Comuni di Sauze d’Oulx e Bardonecchia, dove ha dato prova della sua abilità e soprattutto dell’importante rapporto creato con il suo padrone.

“E’ un rapporto molto importante quello tra uomo e cane, – racconta Carlo Geymonat  – perché è quello che ha reso possibile addestrarla nel modo più corretto e che le permette di svolgere la sua attività proprio come se fosse un gioco, anche durante le azioni preventive che svolgiamo su tutto il territorio provinciale”.

Myrtille è stata addestrata per circa un anno e mezzo in un centro specializzato piemontese, dove il meccanismo gioco-premio è stato alla base della formazione in vista dell’inserimento nell’attività di prevenzione antiveleno della Città Metropolitana.

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