Chiara Appendino (foto di repertorio)
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IL CASO Ieri pomeriggio l’annuncio della sindaca

Torino, Appendino ha deciso: «Dopo la condanna io non mi ricandido» [VIDEO]

La sua scelta apre il campo a nuove possibili alleanze tra M5S e centrosinistra in vista delle prossime elezioni

Chiara Appendino non si ricandiderà a sindaca di Torino. “Ho deciso di un fare un passo di lato: non correrò nuovamente per la carica di sindaca – ha annunciato su Facebook -. È una scelta di coerenza. Mi sono candidata nel 2016 accettando delle regole e facendo della coerenza un faro della mia attività politica e amministrativa”.

IL VIDEO

Torino in questi 5 anni è cambiata – ha detto Appendino nel video pubblicato su Facebook – Dal 2016 è stata sempre il mio primo e ultimo pensiero della giornata e qui ho la fortuna di vivere e di poter crescere mia figlia Sara. Poterla amministrare è stato ed è il più grande onore che potessi avere”.

“PERCORSO IN SALITA”
“Ricordo il primo dossier che mi piombò sul tavolo, appena eletta: il Salone del Libro stava per andare a Milano. Con un grandissimo lavoro di squadra non solo il Salone è ancora qui e le successive edizioni sono state di straordinario successo.
Poi le difficoltà di bilancio, estremamente importanti ma sempre troppo poche conosciute. Abbiamo lavorato giorno e notte per evitare il dissesto della Città, che avrebbe portato drastici tagli dei servizi. Noi non solo abbiamo garantito i servizi, ma per la prima volta dopo 24 anni abbiamo approvato il bilancio entro l’anno, aprendo così a nuovi investimenti”.

L’ILLUSIONE DEL TURISMO
“Penso a una Torino che sembrava aver smarrito la bussola, illusa che il turismo – da solo – avrebbe potuto sostituire la produzione industriale. A farne le spese sono state soprattutto le fasce più deboli delle periferie della nostra città”.

COSA ABBIAMO FATTO
“Ora, guardandomi indietro penso proprio a quella Torino e a come è cambiata in questi 5 anni. Avevamo delle priorità chiare. Innovazione, impresa, lavoro. 

La prima. Far tornare Torino ad essere punto di riferimento nazionale e internazionale dell’impresa, affrontando le sfide dell’innovazione per creare sviluppo economico e posti di lavoro.

La strada è ancora lunga. Ma sorgeranno qui due importanti distretti industriali per l’aerospazio e l’auto elettrica, i primi in Italia di questo tipo, con 150 milioni di investimenti.

La nostra Città è stata la prima in Italia a sperimentare l’auto a guida autonoma, aprendo a nuovi orizzonti per opportunità di ricerca, lavoro e sviluppo. Ed è notizia di pochi giorni fa che, grazie al lavoro fatto, sarà Torino la Città che ospiterà la sede dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza artificiale, con 80 milioni di budget ogni anno e 600 nuovi posti di lavoro”.

PERIFERIE E WELFARE
“La seconda: interventi per le periferie e per il welfare. Ci siamo subito messi al lavoro su vere e proprie emergenze sociali, da troppi anni abbandonate a se stesse. Ecco che l’occupazione abusiva dell‘ex villaggio olimpico, come i campi Rom di corso Tazzoli e via Germagnano sono finalmente ricordi del passato. Avevamo il dovere di mettere la parola fine e lo abbiamo fatto.

Abbiamo portato avanti decine e decine di interventi nelle periferie, su scuole, giardini, aree verdi… Con un investimento di 45 milioni del fondo AxTO a cui, e lo dico chiaramente, dovranno seguirne almeno altrettanti.

Abbiamo poi messo in piedi un Piano di Inclusione Sociale che vale 9 milioni di euro, con percorsi di accoglienza, co-housing, sostegno alla genitorialità e percorsi occupazionali.

Ancora, nel 2020 investiamo oltre 15 milioni in interventi sulle manutenzioni stradali che interessano tutta la città, da Barriera di Milano a Mirafiori sud“.

AMBIENTE E MOBILITA’
“E infine, ma non per importanza, ambiente e mobilità. Sfide del nostro secolo che per Torino sono e saranno determinanti a cui tengo particolarmente, per questo ci tornerò tra poco.

Lasciatemi poi ricordare la vittoria delle ATP Finals. Da novembre 2021, per 5 anni, Torino sarà il palcoscenico del tennis mondiale. Un evento diffuso in tutto il mondo con oltre 600 milioni di euro di ricadute sul territorio in 5 anni.

UN LAVORO ENORME
“Siamo riusciti a risolvere tutti i problemi della Città? Ovviamente no, ne siamo consapevoli. Tuttavia, le tantissime cose che abbiamo portato a termine, mi fanno dire, con grande orgoglio e a testa alta, che in questi 5 anni abbiamo fatto un lavoro enorme. Per questo lavoro vorrei dire grazie a tutte le persone che si sono spese per questa amministrazione e quindi per la città. E vorrei dedicare un ringraziamento particolare a questo Governo. Per la prima volta dopo diversi anni, Torino è stata costantemente al centro dell’azione dell’esecutivo” ha concluso Appendino.

“CONTINUERO’ A SERVIRE LA CITTA’ CHE AMO”
“Io continuerò a spendermi, con ogni energia, affinché i progetti avviati vengano portati avanti da chi verrà dopo di me – assicura la sindaca -. Perché Torino ha ricominciato a credere in se stessa e deve andare avanti più forte che mai. Torino deve proseguire sulla strada del cambiamento che abbiamo intrapreso. Torino non può tornare indietro.
Io ci sono, e continuerò a esserci, per servire la città che amo.
C’è in gioco il futuro di Torino. Ancor più in un momento delicato come quello dell’emergenza covid19: la più grande crisi sanitaria, sociale ed economica dal dopoguerra ad oggi. Torino ce la farà, ne sono certa. I torinesi hanno già saputo dimostrare il loro senso di responsabilità. Se resteremo uniti ne usciremo più forti”.

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