IVREA

Topi morti e scritte sui muri. «Qui non vogliamo negri»

Una donna nel mirino dei vicini di casa a causa del colore della sua pelle

Un topo morto davanti alla porta della cantina e delle scritte inequivocabili sui muri di casa. La vittima dell’ennesimo episodio di intolleranza razziale è una quarantenne di Ivrea, figlia di una italiana e di un musicista di Trinidad e Tobago. Un matrimonio misto, come si diceva all’epoca, che le ha donato un colore di pelle che a quanto pare ha attirato le “attenzioni” poco gradite di qualche vicino di casa.

La donna vive in via Olivetti, nelle vecchie case degli impiegati del colosso informatico, progettate dagli architetti Figini e Pollini nei primi anni Quaranta e ora facenti parte del circuito del Maam, il museo a cielo aperto dell’architettura moderna. È qui, su un muro non visibile dalla strada, che pochi giorni fa la donna ha trovato una scritta a caratteri cubitali: «Via i negri e le negre». Poco più in là, il bis: «Negri di m…».

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