Foto di repertorio: depositphotos
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Todos caballeros

Stiamo tornando alla ‘normalità studentesca’: scuole occupate, ragazzi in piazza per il format del prossimo esame di maturità. Si discute se farlo con una sola prova scritta come vorrebbero gli studenti o con due come vuole il ministero. Fosse per me, insisterei per le due prove e poi cederei dopo un po’ di manifestazioni. Così, giusto per dare ai ragazzi la sensazione di aver vinto, per risarcirli della D.A.D. Tanto non cambierebbe nulla: cosa può peggiorare uno scritto in meno in un esame-farsa come la maturità attuale, in cui la percentuale dei promossi è del 99,5%? Diamogli pure il contentino. Ricordiamoci che la scuola, oltre che luogo di studio e apprendimento, è anche topos, mondo reale di vicinanza fisica, scherzi, storie, occupazioni, casino, passioni, corteggiamenti, impegno politico, confronti, voglia di contare. Tutto questo ai giovani gliel’ha tolto il Covid, per due anni, e loro se ne sono stati a casa, bravi. Adesso che ricominciano in presenza e (ti pareva!) tornano al rito della piazza, facciamoli pure vincere. Tanto, un diploma regalato non è un titolo, è carta straccia. Se ne accorgeranno negli anni, quando la selezione diventerà reale. Finirà come negli ultimi due concorsi per magistrati, dove il 94% dei candidati è stato respinto agli scritti per i troppi errori di grammatica e sintassi italiana. Ed erano tutti candidati con maturità e laurea in legge. Gli studenti devono capire che nella vita non ci sono pranzi gratis, che solo chiedendo una maggiore selezione e una valutazione davvero meritocratica farebbero il loro interesse. Non quello delle sinistre, che da 60 anni continuano ad adescarli con lo zuccherino del facilismo per avere il loro voto.

collino@cronacaqui.it

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