Alberto Bardelli
Cronaca
Uno dei “sacri Graal” dell’oncologia mondiale potrebbe diventare presto realtà

“Test del sangue per scovare i tumori, presto si potrà fare”. E’ torinese il pioniere della “biopsia liquida”

Alberto Bardelli, direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare dell’Istituto di Candiolo: “E’ solo una questione di sviluppo tecnologico ma sappiamo già come fare”

Un esame del sangue per scovare il tumore. Senza biopsie, senza test radiologici o colonscopie. Uno dei “sacri Graal” dell’oncologia mondiale, da sempre evocato ma mai raggiunto, potrebbe diventare presto realtà: “Penso in pochi anni, è solo una questione di sviluppo tecnologico ma sappiamo già come fare”.

LA PAROLE DELL’ONCOLOGO ALBERTO BARDELLI
A parlare è il biologo torinese Alberto Bardelli, 50 anni, direttore del Laboratorio di Oncologia Molecolare dell’Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (Torino), considerato unanimemente il pioniere della “biopsia liquida“, che tra i primi nel 2009, al suo ritorno da un periodo di ricerca negli Usa (un “cervello di ritorno”, dunque: “E non mi pento”), ha messo in piedi un programma di analisi di mille pazienti con tumore al colon tramite esame del sangue “per monitorare nel tempo l’evoluzione dei tumori”. Ma non solo: i tumori sono uno diverso dall’altro, e le potenziali risposte alle terapie dipendono da particolari mutazioni genetiche difficili da individuare, ma fondamentali per decidere appunto quale terapia sarà più efficace, e quando farla. La biopsia tradizionale, cioè il prelievo di una piccola parte del tumore, non è sempre possibile, e presenta diversi rischi per la salute del paziente. Per questo stiamo lavorando da anni su quella che abbiamo definito ‘biopsia liquida’ – spiega Bardelli intervistato dall’agenzia Agi – e siamo i primi, con lo studio ‘Kronos‘, a adottarla per decidere le tempistiche delle terapie in base alle mutazioni genetiche che riscontriamo nei diversi pazienti”.

OBIETTIBO: DIAGNOSI PRECOCE DEL CANCRO
Ma l’obiettivo grosso e’ la diagnosi precoce del cancro, riuscire con un esame del sangue a individuare, per esempio, il tumore al colon senza bisogno di colonscopia. “Un esame, lo sappiamo tutti, non gradevole, e che anche per questo non viene fatto da tutti coloro che invece, per eta’ o per fattori di rischio familiare, dovrebbero farlo. Un semplice esame del sangue non darebbe gli stessi problemi, e penso che con la diagnosi precoce cosi’ a tappeto il tumore al colon sarebbe praticamente sconfitto. Se preso in tempo, infatti, è perfettamente guaribile”.

LE RICERCHE SULLA BIOPSIA LIQUIDA GUARDANO OLTRE
Ma la visione del biologo italiano tornato dall’America, e premiato proprio in questi giorni al congresso di oncologi europei Esmo a Madrid per le sue ricerche pionieristiche sulla biopsia liquida, guarda anche oltre: “Pensiamo all’importanza che potrebbe avere fare l’esame del sangue, una volta l’anno, a tutti i fumatori. I costi sarebbero contenuti, e potremmo scoprire precocemente praticamente tutti i casi di cancro al polmone, alzando enormemente le percentuali di efficacia delle terapie”.

IN AMERICA IL PROGETTO “GRAAL”
Non è solo un sogno: in America il progetto “Grail” (chiamato cosi’ proprio per richiamare il “Graal”, il sogno di tutti gli oncologi), innovativa startup con dietro colossi come Bill Gates e Jeff Bezos, sta lavorando con questo obiettivo, con il coinvolgimento diretto dei ricercatori italiani: “Io sono ottimista – sottolinea Bardelli – credo che in pochi anni ci si arriverò, e sarà una rivoluzione”. Una rivoluzione che parla italiano: non a caso il biologo torinese, fresco di premio (dato per la prima volta a un ricercatore del nostro Paese) è presidente eletto dell’Eascr, l’associazione europea dei ricercatori. Nello stesso periodo in cui Fortunato Ciardello, medico napoletano, è presidente degli oncologi europei Esmo. Un tandem italiano alla guida sia dei medici che dei ricercatori d’Europa. “Perché l’Italia ha enormi potenzialità – si congeda Bardelli – abbiamo grandi ricercatori, grandi medici e alcune strutture d’eccellenza. Sappiamo bene quali e quanti siano i problemi, ma questo non dimentichiamocelo mai”.

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