Lara Bombonati, la foreign fighter tortonese.
Cronaca
IL CASO

Terrorismo, condannata la foreign fighter tortonese Lara Bombonati

Pena di 2 anni e otto mesi per la 28enne che, dopo aver abbracciato la fede islamica, emigrò in Siria per seguire il marito poi morto in “battaglia”

Due anni e 8 mesi: è la condanna inflitta a Lara Bombonati, la 28enne foreign fighter tortonese accusata di associazione con finalità di terrorismo. La Corte d’assise di Alessandria ha ritenuto la giovane donna colpevole di aver fiancheggiato associazioni terroristiche di matrice islamica mentre era in Siria.

AVEVA ABBRACCIATO LA FEDE ISLAMICA
Arrestata nella notte tra il 24 e 25 giugno del 2017, a Tortona, nella casa della sorella, la Bombonati aveva abbracciato la fede islamica e sposato Francesco Cascio, un combattente italiano che risulterebbe morto in “battaglia”. Senza fissa dimora, la 28enne abitava tra la cittadina e la frazione di San Vito di Garbagna, sulle colline tortonesi, dove c’è anche la casa estiva dei nonni materni.

IL LEGALE: “CONVINTO CHE SARA’ SCARCERATA A BREVE”
“Sono convinto che Lara sarà scarcerata a breve, perché non ci sono più le esigenze cautelari”, ha commentato il suo difensore l’avvocato Lorenzo Repetti, osservando che la sua assistita ha già scontato 2 anni e 5 mesi di carcere.

“HA GIA’ SCONTATO QUASI INTEGRALMENTE LA PENA”
La mia assistita, ha aggiunto il legale: “va curata. E’ stato accertato dai periti che ha disturbi di personalità tali, per cui il posto ideale per essere curata è una comunità idonea”. Lara, ha proseguito Repetti “è molto delusa perché la corte non ha creduto al fatto, sempre ribadito, di essersi recata in Siria per seguire il marito, cui era legata e non poteva dire no per il disturbo di personalità dipendente. La constatazione amara è che ha quasi integralmente scontato la pena prima della sentenza di condanna”.

LE POCHE PAROLE DEL PADRE
In aula, in tribunale, dove la Bombonati è entrata intorno alle 12,30 indossando giaccone marrone, pantaloni neri e maglione bordeaux, erano presenti la sorella, i genitori e la suocera. “Non sono la persona adatta per esprimere un giudizio”, le poche parole del padre, incalzato dai giornalisti. Tra 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza.

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