Controlli nei parchi della polizia municipale
Il Borghese

Territori occupati

La spianata verde dove i carabinieri indicano il punto di un tentato omicidio è un campo da calcetto, uno spazio per bambini e non solo, tra l’area fitness, il parco giochi e la giostrina, nel cuore del Valentino. Qui è corso il sangue per un panino da un euro:il venditore è stato accoltellato alla gola da un suo “collega”, nel senso che si tratta di un venditore al dettaglio ma di merce d’altro genere.

La pulizia c’è stata, nessuno lo mette in dubbio, con l’ultima retata: ma le organizzazioni che stanno dietro lo spaccio fanno in fretta a rimpiazzare i “soldati” caduti sul campo, incappati in uno spiacevole infortunio sul lavoro. Per incastrarli gli investigatori devono lavorare mesi e mesi, al fine di mettere insieme quelle prove inoppugnabili che possano sopravvivere a qualunque valutazione di un giudice, tutto per evitare che gli spacciatori tornino liberi. Ai boss, invece, basta schioccare le dita, perché reclutare pusher è più facile che trovare manovali per i cantieri.

Lo dimostra il caso di Barriera Milano: dal centro alla periferia, l’occupazione militare del territorio è ormai evidente, così come la sfrontatezza di questi individui cui le conseguenze penali delle loro azioni fanno sempre meno paura, visto che per pochi grammi di droga erano pronti a uccidere un agente, gettandolo da un balcone. E torniamo a ripeterlo: il problema non può essere risolto solo da magistrati e forze dell’ordine. Ai quali non sono sufficienti i complimenti e la solidarietà delle istituzioni.

twitter @AMonticone

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo