La sindaca Appendino con il direttore di CronacaQui Fossati e il primo cittadino di Arquata Petrucci
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Il primo cittadino Petrucci è stato accolto nella Sala Rossa.

TERREMOTO. In municipio la solidarietà di Costruire! al sindaco di Arquata LE FOTO

Grande commozione per la sindaca. Presente anche il direttore di CronacaQui Beppe Fossati, che ha consegnato le ultime donazioni e la maglia autografata del Torino di Belotti

«Mi tremano le gambe, ma non è per il terremoto». Aleandro Petrucci, l’infaticabile sindaco di Arquata del Tronto, distrutta dai terremoti dello scorso agosto e dalle scosse che a ottobre hanno anticipato il flagello delle nevicate d’inverno, accantona gli indugi e l’emozione con una battuta.

Per accoglierlo in Sala Rossa di Palazzo Civico si sono mobilitati in tanti, il prefetto Renato Saccone, il primo cittadino di Grugliasco, oggi nelle vesti di presidente del Coordinamento Comuni per la Pace della provincia di Torino, Roberto Montà, il comandante della Polizia Municipale, Alberto Gregnanini.

E poi decine di civich, personale amministrativo, tecnici, volontari della Protezione Civile. A loro la sindaca Chiara Appendino ha rivolto parole commosse, perché proprio loro sono stati i primi a partire dopo il 24 agosto, chiedendo di essere inviati ad Arquata dove tanto è rimasto da fare, sebbene il borgo sia «un luogo “fantasma”, dove non c’è più nessuno», come ha raccontato Petrucci.

«Siete l’orgoglio della nostra città» ha detto, senza mezzi termini Appendino ai tanti che hanno «rischiato anche qualcosa» per andare a soccorrere chi, innanzitutto, rischiava di perdere la speranza. Perché non c’è più una casa abitabile, una strada agibile tra le frazioni di Arquata. «Siamo un borgo di montagna e ora non ci abita più nessuno, ci siamo noi a sbrigare le pratiche con i vostri volontari che tanto hanno fatto. Io sono un sindaco avanti con gli anni, sebbene me ne diano meno di quanti ne ho, lavoro con un vicesindaco e un assessore. Io sono un pensionato, ma loro devono lavorare per la sopravvivenza» ha spiegato Petrucci, nel sottolineare quanto l’apporto del personale di Palazzo Civico abbia saputo fare.

«Fino a “radrizzare” un pochino anche chi lavora con me», ha ironizzato Petrucci, «uomo di montagna» dallo spirito forte. Almeno quanto l’emozione della Sala Rossa nell’abbracciare Arquata. Ancora una volta, come ha fatto CronacaQui e la Onlus “Costruire!”, consegnando l’ultima parte delle donazioni che voi lettori avete scelto di destinare ad Arquata. «Ad ogni scossa, ad ogni salto, temiamo che sia in corso un’altra scossa», ha spiegato il sindaco Petrucci, evocando il terrore della terra che trema, senza preavviso.

«Ad ogni scossa i nostri lettori si sono precipitati a chiederci cosa potessero fare» gli ha replicato il direttore Beppe Fossati, consegnando al termine della cerimonia un assegno, che segue la consegna di un furgone di aiuti e generi di prima necessità, lo scorso ottobre, insieme con la maglia autografata del “bomber” del Torino e della nazionale di calcio, Andrea Belotti. «C’è ancora molto da fare e speriamo che le “casette” promesse dal Governo arrivino presto, perché per ora non abbiamo visto nulla», ha chiuso Petrucci.

Il cuore di Torino provvederà anche a costruire la prima scuola dopo il terremoto ad Arquata del Tronto. «Se per allora non ci saranno bambini a vivere lì sarà il nostro più grande fallimento», ha ammonito Chiara Appendino, indicando tra le righe la rotta che si dovrà seguire. Non abbandonare Arquata. «Come hanno saputo dimostrare di saper fare Torino e il Piemonte», secondo Petrucci. «Ci avete adottati, non lo dimenticheremo».

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