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Cronaca
LA PROTESTA

Tensioni tra polizia e No Green Pass: spintoni, cariche e lanci di petardi [VIDEO]

I manifestanti urlano “Duce, duce” contro il premier. Malore per il leader No Pass, Liccione

Cariche della polizia davanti al Comune blindato, manganelli, petardi esplosi e lanci di bottiglie da parte dei manifestanti. È stata una giornata di tensione quella vissuta in centro tra forze dell’ordine e contestatori del premier Draghi, in visita a Torino. Il momento più critico è stato attorno all’ora di pranzo, quando l’onda che contestava il premier ha provato a entrare nella piazza del Comune ma è stata respinta dalla polizia in tenuta antisommossa.

Urla e manate dei manifestanti, No Green Pass più qualche tassista, contro gli scudi degli agenti, che hanno risposto con una carica – e qualche manganellata – per mandare indietro il corteo. «Duce, duce», hanno urlato i manifestanti all’indirizzo di Draghi, poi qualcuno del corteo ha lanciato contro la polizia una bottiglia di vetro e fatto esplodere un grosso petardo. Durante lo scontro, ad accusare un malore è stato Marco Liccione, leader dei No Pass torinesi. «Mi hanno dato un pugno e una manganellata», l’accusa di Liccione, soccorso dal 118.

In piazza Palazzo di Città c’erano anche i tassisti, ma una minoranza. La maggior parte, circa 700, era in piazza Vittorio, occupata dalle vetture bianche. «Chiediamo lo stralcio dell’articolo 8 del dl concorrenza, perché ci vende alle multinazionali», dice Francesco Ammirati del Comitato di base tassisti torinese. In piazza anche Paola Bragantini, tassista ed ex deputata alla Camera: «Draghi – afferma – deve ascoltare i 40mila tassisti italiani e i 1500 torinesi, che non sanno quale sarà il loro futuro. L’articolo 8 del dl concorrenza è una delega in bianco al Governo per snaturarci. C’è già una riforma del 2019, ora Draghi pubblichi i tre decreti attuativi e la renda completa». Una delegazione di tassisti è stata ricevuta nel pomeriggio da Antonio Funiciello, capo di Gabinetto di Draghi, che ha ascoltato le istanze della categoria.

Viabilità in tilt a causa di un altro corteo, partito questa volta da piazza Castello. Rifondazione comunista, Potere al popolo e Cobas, i promotori. Striscioni contro Draghi, raffigurato come un vampiro e a capo del Governo «della guerra e del carovita». «Trentotto miliardi di spese militari sono follia – dice Fausto Cristofari, segretario provinciale di Rifondazione comunista -. Quei soldi devono andare a scuola e sanità. Questo è il governo del riarmo». Il corteo ha poi lasciato piazza Castello per sfilare lungo via Po, tra auto e mezzi pubblici, ed è arrivato alla sede Rai di via Verdi. Anche qui tensioni con la polizia a causa della presenza di membri di Askatasuna, che hanno acceso fumogeni. E sempre contro Draghi ha protestato, in piazza Castello, Italexit, il partito di Gianluigi Paragone.

LA PROTESTA ARRIVA ANCHE DAVANTI AL COMUNE (video di Antonino Di Marco):

 

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