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Templi e bulldozer

Ieri sera alle 22,02 è stato il momento esatto dell’equinozio d’autunno. Arrivederci (speruma), estate. Solstizi ed equinozi sono date-boa, celebrate in tutto il mondo,e uno dei posti più frequentati per farlo è il sito neolitico di Stonehenge, in Inghilterra, quel cerchio di pietroni che tutti abbiamo visto in foto.

Ma pochi sanno che, dritto così come lo vediamo oggi, è un’opera del ‘900. I monoliti sono preistorici, mail sito è stato rifatto e “migliorato” fino al 1964.

Scavatrici,corde e cemento hanno ricostruito, spostato,innalzato,sistemato, riallineato quei pietroni che milioni di “fedeli” presumono intoccati,  dorandone la mistica geometria, credendola un computer preistorico, un orologio neolitico, un osservatorio celtico, o addirittura il regalo di una civiltà superiore, sbarcata da un’astronave.

Eppure bastava ricordare i dipinti di Constable e Turner, che raffigurano il sito com’era nell’800: una distesa di enormi pietre rovesciate, sradicate dal tempo e smosse dalle intemperie. Gli archeologi seri lo sapevano, e l’hanno pure scritto. Ma ai turisti nessuno l’ha mai detto.

Anzi, lo tengono ben nascosto. Dato che in Italia siamo zeppi di siti archeologici pieni di colonne e pietroni che giacciono a terra fra le erbacce, e visto che nei prossimi decenni (ben che ci vada) dovremo vivere di turismo, non sarebbe male ricostruire i nostri templi prendendo esempio dagli inglesi.

Che erano pronti a bacchettare sul Times le barzellette di Berlusconi, ma non si vergognano a spacciare la barzelletta dell’orologio solare di Stonehenge. E per soldi. Silvio, almeno, le raccontava gratis.

collino@cronacaqui.it

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