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Cronaca
CLIMA IMPAZZITO

Temperature sopra i 20 gradi: «Stagione irrigua a rischio»

Prosegue la siccità da record. Allarme dell’Arpa per fiumi e agricoltura

La primavera è arrivata e si è fatta annunciare da un’alta pressione che ha fatto schizzare in alto le colonnine dei termometri. Il sole infatti splende da ieri sul Piemonte e lo farà ancora almeno fino al fine settimana, con temperature che in alcune zone supereranno i 20 gradi. Ma se la buona notizia è che possiamo cominciare a tira fuori dagli armadi le magliette, la cattiva è che invece gli ombrelli continueranno a prender polvere. Infatti è destinata a proseguire la siccità che da ormai più di tre mesi affligge la nostra regione e che sta prosciugando fiumi e laghi, con effetti potenzialmente disastrosi anche sulle coltivazioni. Arpa Piemonte, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, ha fatto il punto sulla situazione idrica del Piemonte, tracciando un quadro davvero allarmistico. «Le portate dei corsi d’acqua – spiega l’agenzia dell’ambiente – presentano ovunque importanti scostamenti negativi rispetto alla media storica di riferimento. Su alcuni bacini meridionali si è superato il -90%, ma anche in quelli settentrionali la situazione è decisamente critica, con deficit che raggiungono il -80%». Nel dettaglio, nella nostra provincia, si va da una portata d’acqua inferiore del 29% rispetto alla media del periodo del Chiusella fino a un drammatico -96% del Sangone. «Se confermata la previsione di assenza di eventi per tutto il mese – è l’allarme dell’Arpa – ad inizio di aprile non potrebbe prendere avvio la stagione irrigua». Come si è arrivati a tutto questo? Semplice, il contatore delle giornate consecutive in Piemonte con precipitazione media inferiore a 5 mm ha ormai ampiamente superato quota 100 giorni ed è già il terzo periodo più lungo degli ultimi 65 anni. «Dopo che l’inverno 2021-2022 – spiegano dall’Arpa – si è chiuso con un deficit pluviometrico importante di circa il 70% rispetto alla norma del periodo, e questo solo grazie alle precipitazioni cadute nella prima decade di dicembre, la siccità è proseguita anche nel mese di marzo nel quale finora sono caduti soltanto 8.5 mm medi di neve e pioggia in regione che lo pongono come il sesto marzo più secco degli ultimi 65 anni. Si tratta di un deficit percentuale medio del 90% sulle pianure e sugli Appennini e di circa il 60% sulle Alpi». Se questo periodo prolungato di scarsità di precipitazioni proseguisse fino a fine mese come suggeriscono le previsioni meteorologiche a medio temine, la maggior parte dei bacini della regione verrebbe a trovarsi in condizioni di siccità estrema. Una situazione che non è stata sanata neanche dalla recente nevicata sulle montagne: «Tra il 13 e il 15 marzo – ricordano dall’Arpa – sono state registrate nuove nevicate soprattutto sui rilievi del cuneese con apporti che hanno localmente raggiunto i 50 cm; altrove invece non sono stati superati i 25 cm di neve fresca cumulata». Solo un lieve palliativo. «Le nevicate recenti, subito seguite da un periodo più caldo, non sono state sufficienti a risanare la pesante situazione deficitaria: dai settori meridionali a quelli settentrionali l’innevamento continua ad essere abbondantemente sotto la media del periodo».

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