i due gemelli
Spettacolo
IN VIA ROSSINI

TEATRO GOBETTI. “I due gemelli” rivisti negli anni Settanta

Natalino Balasso scrive a modo suo l’opera di Goldoni e ne fa una commedia nuova. Stasera fino al 19 dicembre lo spettacolo di e con Jurij Ferrini

Che si tratti di una rilettura dell’opera di Goldoni lo si evince già dal titolo, “I due gemelli”, e non “I due gemelli veneziani” come recita l’intestazione della commedia del più grande autore comico italiano. Natalino Balasso, infatti, ha adattato il testo goldoniano in chiave moderna, ambientando le disavventure dei gemelli Tonino e Zanetto negli anni Settanta.

Di qui ha da preso vita lo spettacolo che, diretto e interpretato da Jurij Ferrini, andrà in scena questa sera al Teatro Gobetti di Torino (in replica fino al 19 dicembre). Il perché degli anni Settanta lo spiega Balasso: «C’è una curiosa gemellarità nei giovani di allora, i movimenti di protesta, gli studenti, i giovani operai si erano polarizzati su due fronti opposti: comunisti e fascisti, rossi e neri». «Erano gli anni di piombo – ricorda Ferrini – e quando non erano criminali erano tutti giovani che desideravano divorare la vita e lottavano da opposte fazioni per un futuro migliore».

Dopo il debutto in prima nazionale al 53° Festival Teatrale di Borgio Verezzi e il successo riscosso al Plautus Festival di Sarsina, “I due gemelli” approda dunque sul palco di via Rossini per riflettere su temi attuali come quello della manipolazione, delle fake news, dell’apparenza.

Il punto di partenza è quello del testo brillante di Goldoni, dove tutto diverte, anche gli aspetti più tragici. Come ebbe a dire lo stesso autore, «tutti coloro i quali han veduto rappresentar la morte di Zanetto, han confessato esser ella uno de’ pezzi più ridicoli e nuovi della Commedia». La struttura della commedia rimane, infatti, intatta, con i meccanismi tipici del genere, il tutto, però, riletto con lo stile sarcastico e pungente di Balasso. «La vicenda dei due fratelli gemelli, che non si vedono da anni e per caso si ritrovano a Verona per sposarsi – spiega Ferrini -, oltre ad esser motore di equivoci, può diventare un’allegoria della fallacia dei nostri sensi. Goldoni e Balasso sembrano volerci prendere in giro proprio sulla nostra poca lucidità».

Nella doppia veste di Tonino e Zanetto è lo stesso regista Ferrini, così come all’epoca della prima rappresentazione della commedia, a Pisa nel 1747, fu Cesare d’Arbes.

Sul palco con Ferrini anche Francesco Gargiulo, Maria Rita Lo Destro, Federico Palumeri, Stefano Paradisi, Andrea Peron e Marta Zito.

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